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Il lavoro c’è ma anche no
va ripensato agli «stati generali»

Matteo Musso
Il lavoro c’è ma anche nova ripensato agli «stati generali»

A Torino, da sempre città-laboratorio dell’industria ed oggi delle nuove professioni, dal 25 al 28 settembre il primo evento diffuso che metterà a confronto sull’innovazione tutti gli attori del mondo dell’occupazione

È da Torino che è partita l’industrializzazione dell’Italia, che si è diffuso, a macchia d’olio, il concetto di lavoro d’impresa, fatto di catene di montaggio, ma anche di alta specializzazione, di grandi industrie, ma anche di una galassia di imprese dell’indotto. Un modello entrato in crisi, assediato dalla globalizzazione, dal cambiamento dei parametri socioeconomici, dalla spinta all’innovazione, dalla pressione sui margini. Così, è sempre a Torino che oggi si proverà ad individuare gli spazi dei nuovi lavori possibili, secondo nuovi paradigmi, nuove modalità, nuove opportunità. La città ha dimostrato di saper superare gli anni, per molti versi brillanti, della monocultura Fiat. Ed ora funge da lavoratorio dell’innovazione.

Di tutto questo discuteranno agli «Stati Generali Mondo del Lavoro», un’ampia kermesse in programma appunto a Torino dal 25 al 28 settembre, i principali attori del mondo del lavoro che si incontreranno per condividere prospettive e soluzioni concrete. Innovazione, sviluppo e sostenibilità saranno pertanto i tre punti cardine su cui verranno chiamati ad esprimersi e a confrontarsi multinazionali, Pmi, innovatori, amministratori delegati e manager, istituzioni, parti sociali, mondo della formazione e professionisti. Come? Nel corso di quattro giorni conditi da 22 eventi diffusi in alcune delle più belle location di Torino. Labour innovation, welfare, le ricadute occupazionali dei grandi eventi, etica e felicità sul luogo di lavoro, il concetto di come la diversità sia un elemento di forza in azienda, un focus sulle start-up che stanno portando innovazione nella gestione delle risorse umane e un intero programma dedicato all’universo femminile: le tematiche che verranno affrontate sono quelle sempre più centrali per aziende e lavoratori.

Labour innovation, welfare, ricadute occupazionali dei grandi eventi, etica e felicità sul lavoro: ecco i temi caldi sul tavolo

La particolarità della kermesse è duplice. Aver richiamato in un’unica città tutti i soggetti attivi del mondo del lavoro è senza dubbio la prima. Nondimeno però l’aver costruito un grande salotto virtuale in cui le tematiche non saranno proposte con opposizione e chiusura, ma in un’ottica di crescita comune e civile confronto. Un evento nazionale con una spolverata di torinesità: «Gli Stati Generali - spiega Pier Carlo Barberis, founder della manifestazione - hanno tra gli obiettivi quello di creare un territorio unico, dove parlare del mondo del lavoro in ambito positivo e innovativo. Mi auguro che Torino ribadisca la sua funzione di città punto di riferimento in questo ambito. Torino è sempre stata avanti in tema di lavoro, qui sono nate molte cose e molte altre stanno nascendo. Ed è quindi giusto che questa città continui a svolgere il suo ruolo di capofila quando si parla di lavoro».

«Come ha ancora ricordato lo scorso primo maggio il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, il lavoro è un diritto da cui discende la dignità – aggiunge Alberto Sacco, assessore alle Politiche del lavoro del Comune sabaudo - Il lavoro è anche un dovere: e Torino su tale diritto-dovere ha fondato la sua identità. Anche per questo la nostra città rappresenta per questi Stati Generali Mondo del Lavoro il luogo ideale da cui partire».

Tra dieci anni i giovani saranno impiegati in lavori che oggi ancora non esistono e il mercato del lavoro dovrà cambiare pelle


Lo scenario

Secondo la ricerca di Hsbc “Navigator: Made for the Future”, condotta su 2.500 aziende appartenenti a 14 paesi il 48% considera la sostenibilità come la chiave del successo dei propri piani di crescita. Il 57% delle aziende dichiara che investirà in tecnologie innovative con l’obiettivo di aumentare le spese per la sostenibilità, mentre il 65% prevede di incrementare gli investimenti sostenibili oltre il 5% nei prossimi 1-2 anni. Questo per quanto riguardo le imprese. E i lavoratori? Il paradigma è: digitalizzazione più automazione portano alla trasformazione del lavoro. Su questo sono tutti d’accordo. Ma non solo. C’è unanimità anche nell’affermazione che fra dieci anni i nostri giovani saranno impiegati in lavori che oggi ancora non esistono. Va da sé che l’attuale infrastruttura che regola il mercato del lavoro dovrà aggiornarsi, cambiare pelle più di quanto si creda e, cosa ancora più grave, più di quanto probabilmente sia disposta a fare. Il Gig working trasformerà drasticamente il classico schema lavorativo con attività freelance senza orari fissi orientati a progetti e micro-mansioni, facendo tuttavia uno step in più: bisognerà lavorare meno, ma molto meglio. Ecco così spazio per i progetti più innovativi in tema di Welfare e il confronto sulla Labour Innovation (al Museo del Risorgimento giovedì 26 settembre) che, come ha recentemente affermato Mattarella, «non è nemica del lavoro ma è un’opportunità». Un concetto approfondito da uno dei relatori che saranno presenti a Torino, l’avvocato Francesco Rotondi founding partner di LabLaw: «Siamo di fronte a una sfida economica, imprenditoriale con evidenti e ineludibili ricadute occupazionali e, quindi, sociali; il tentativo è quello di riuscire a immaginare un futuro di occupazione reinterpretando l’organizzazione del lavoro e i vincoli contrattuali». Ma anche il concetto di welfare come etica e felicità, il filone di tre giornate di speech e talk show dal 25 al 27 settembre all’interno dello SmartWorking Copernico di Torino, la ex storica sede della Gazzetta del Popolo.

Parlare di lavoro in un contesto come quello torinese non poteva prescindere dal ruolo centrale di Fiat. Così il Lingotto, la ex fabbrica da cui uscirono la Torpedo, la Balilla e la Topolino, ospiterà il “Job Meeting” (mercoledì 25/9) con oltre tremila ragazzi e ragazze attesi e oltre 80 aziende presenti in cerca dei talenti di domani, “HR Tech” (giovedì 26/9), una community di circa 70 start-up e aziende consolidate che presenteranno soluzioni innovative in ambito human resources, e il “Diversity Day” (27/9), un matching tra domanda e offerta, ma anche un progetto integrato al servizio di aziende, candidati, università, istituti scolastici e istituzioni. E diversi incontri e talk show sull’accettazione della diversità di ogni ordine e grado.


L’entertainment

Di intrattenimento e lavoro si parlerà il 26 settembre al Museo dell’Automobile su “Turismo, Cultura, Sport e Spettacolo: le ricadute occupazionali dei grandi eventi” (la città di Torino si è aggiudicata le Apt Finals dal 2021 al 2025). Ma gli Stati Genrali ospiteranno anche il primo festival sul cortometraggio dedicato al mondo del lavoro, ideale ponte tematico verso Torino Capitale del Cinema 2020, con il supporto della piattaforma MyVisto, oltre duemila videomakers raccontano attraverso i tre items di innovazione, sviluppo e sostenibilità come si immaginano il mondo del lavoro nei prossimi 5-10 anni. Ai vincitori un prize money e un contratto di stage retribuito nella comunicazione interna di altrettante primarie aziende italiane.  Infine, la Fondazione Sandretto Re Rebaudengo sarà teatro di tre giorni (dal 26 al 28 settembre) contro la violenza di genere attraverso un percorso di prevenzione con il metodo #Iseeyou. Con il supporto di Lidia Carew, ballerina e attrice, e della sua associazione “Lidia Dice…” si alterneranno, tra le altre, autentiche fuoriclasse come Fiona May, Roberta Bruzzone, Francesca Vecchioni. Tutte donne d’ispirazione per le protagoniste del progetto #Iseeyou, che vengono così spronate a lavorare su sé stesse e a edificare un’autodifesa che parta dall’autostima e dal riconoscimento del proprio valore oltre che delle proprie capacità.

Investire su esperienza, nuove idee e tecnologia per ottenere sviluppo, sostenibilità e innovazione

Pier Carlo Barberis

L’idea degli Stati Generali Mondo del Lavoro nasce da una convinzione maturata in oltre trent’anni di attività professionale nella direzione delle risorse umane. Per migliorare il mondo del lavoro e per renderlo innovativo e sostenibile bisogna coniugare tradizione e innovazione. Non sono due concetti in antitesi e sarebbe un errore limitarsi a perseguire un unico approccio o a farsi condizionare da alcuni stereotipi. L’innovazione non è sempre la panacea di tutti i mali, così come restare sempre nel medesimo sentiero non è garanzia di successo. Come realizzare il giusto mix? Creando un momento in cui facciamo incontrare best practice che arrivano da lontano con metodologie e idee innovative. Da Torino può partire una positiva contaminazione tra esperienza e innovazione nel mondo del lavoro. All’interno degli Stati Generali daremo spazio a contenuti che sono caratteristici del mercato italiano del lavoro, così come verranno proposti contenuti di rottura con il passato. Ne è un chiaro esempio il programma del 27 settembre, che comincerà in Confindustria in un contesto prettamente istituzionale e finirà  alla sera con l’Innovation party. L’obiettivo è realizzare un mix tra il più alto livello di professionalità e le best practice nel mondo del lavoro. Credendo fermamente in questa ricetta: esperienza, nuove idee più tecnologia uguale sviluppo, sostenibilità e innovazione.

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