Piano Strategico Banca d'Italia
ASSEMBLEA BANCA D' ITALIA 2020 ENTRATA SEDE BANKITALIA

Dal Fintech ai reati finanziari, fino alla crisi geopolitica in corso, passando per i rischi legati alle criptovalute, senza tralasciare i temi che riguardano la crescita dei prezzi e l’inflazione. Il piano strategico di Banca d’Italia per i prossimi tre anni è stato pubblicato oggi e si pone l’obiettivo di trovare gli strumenti per affrontare un periodo difficile come quello che economia e finanza stanno attraversando.

Quali sono i cinque punti che tuteleranno il sistema finanziario

Il presidio dei rischi e la stabilità, lo sviluppo del Fintech e l’evoluzione del mercato dei pagamenti al dettaglio, il contrasto all’illegalità nel settore finanziario e la resilienza cibernetica del sistema finanziario sono i cinque punti cardine del piano strategico elaborato da Palazzo Koch. In termini concreti non si fa mistero di voler lavorare in modo assiduo e continuativo all’introduzione del cosiddetto euro digitale, ma anche di promuovere l’innovazione nelle infrastrutture di pagamento. A livello italiano Banca d’Italia è, invece, intenzionata a rafforzare anche la propria presenza sui territori, attraverso la tutela dei clienti dei servizi bancari e finanziari e il dialogo con l’esterno, rafforzando la vigilanza di tutela e l’educazione finanziaria a supporto del pubblico.

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Il mondo bancario non rimane estraneo ai temi della transizione ambientale

Nel prossimo triennio viene rafforzato anche l’impegno della Banca per la sfida insita nella transizione energetica e ambientale, rafforzando le iniziative complessive in tema di finanza sostenibile e di contrasto ai cambiamenti climatici e riducendo l’impronta ambientale della Banca attraverso la definizione di un obiettivo e di un programma puntuale di lungo termine di azzeramento delle proprie emissioni nette.

Un nuovo modo di lavorare 

Tra gli obiettivi di Bankitalia c’è anche quello di cambiare il modo di lavorare con l’impiego esteso di tecnologie digitali, il consolidamento e l’utilizzo a fini innovativi del nuovo modello di lavoro ibrido, la razionalizzazione continua dei propri assetti organizzativi e processi operativi anche rafforzandoil monitoraggio dei fenomeni aziendali, l’integrazione del sistema di gestione dei rischi. In quest’ottica particolare attenzione viene rivolta anche al presidio dei rischi per gli intermediari. “Il piano d’azione, – si legge – in una logica di piena integrazione con la pianificazione del Single Supervisory Mechanism e tenendo in conto le priorità nazionali, mira a incrementare la resilienza del sistema degli intermediari in un ambiente sfidante e mutevole, con azioni volte a: monitorare gli impatti del contesto attuale e prospettico; aggiornare le norme e lo strumentario di vigilanza; stimolare
il sistema finanziario verso l’adeguamento alle sfide poste dall’innovazione”. Gli obiettivi saranno quelli di presidiare i rischi connessi con l’innovazione tecnologica nel sistema bancario e finanziario, monitorare il processo di trasformazione digitale del sistema bancario, indirizzare le iniziative più innovative verso lo strumento della Sandbox regolamentare, un ambiente controllato dove intermediari vigilati e operatori del settore FinTech possono testare, per un periodo di tempo limitato, prodotti e servizi tecnologicamente innovativi nel settore bancario, finanziario e assicurativo.

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Controversie bancarie, arriva l’autorità nazionale di risoluzione delle controverse bancarie

L’entrata in vigore della regolamentazione europea relativa a un quadro di risanamento e
risoluzione delle controparti centrali (CCP) impone a tutti gli Stati membri di adottare misure per supportare l’esercizio delle funzioni di risoluzione su tali soggetti: la designazione quale autorità nazionale di risoluzione per le controparti centrali – prevista nella legge di delegazione europea 2021 (L. 4 agosto 2022 n. 127) – impegna la Banca a predisporre tempestivamente le misure volte allo svolgimento di tale incarico. La Banca d’Italia, quale autorità designata per la supervisione sui sistemi di garanzia dei depositanti (SGD) in ambito nazionale, è chiamata a rafforzare l’esercizio dei poteri di vigilanza sull’operatività dei SGD, tenendo anche conto delle linee guida elaborate dall’Autorità bancaria europea e recentemente oggetto di aggiornamento, con l’obiettivo di assicurare un livello di protezione uniforme dei depositanti e favorire la stabilità del sistema bancario.