fabbisogno statale

Crescono ancora del 10,2% le entrate tributarie, come comunicato nella giornata di oggi dal ministero dell’economia e delle finanze. Nel periodo che va da gennaio a ottobre 2022 in totale il gettito fiscale è stato di 416.279 milioni di euro, con un incremento di 38.465 milioni di euro rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente (+10,2 %). Ad alzare le entrate dello stato sono gli effetti del decreto rilancio e le conseguenti proroghe disposte che oggi fanno sì che si paghi anche l’arretrato, ma anche l’incremento dell’Iva dovuto all’aumento dei prezzi. A ottobre le entrate tributarie sono state pari a 37.434 milioni di euro (+1.379 milioni di euro, +3,8% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente). In particolare, le imposte dirette hanno registrato un aumento del gettito di 580 milioni di euro (+3,2%) e le imposte indirette un incremento pari a 799 milioni di euro (+4,5%).

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Risparmio gestito e investimenti fanno crescere gli introiti del Mef

A fare da traino in questi primi mesi sono state le imposte dirette che hanno mostrato un aumento di 18.453 milioni di euro (+8,9%), in primis il gettito dell’Irpef, che ha registrato un aumento di 5.874 milioni di euro (+3,7%). In particolare, le ritenute effettuate sui redditi dei dipendenti del settore privato hanno segnato un incremento di 1.202 milioni di euro (+1,7%) e le ritenute lavoratori autonomi di 763 milioni di euro (+7,8%) mentre le ritenute sui redditi dei dipendenti del settore pubblico hanno registrato una diminuzione di 412 milioni di euro (-0,6%). I versamenti per autoliquidazione hanno segnato un incremento di 3.354 milioni di euro (+30,3%). Significativi incrementi di gettito si sono registrati per l’imposta sostitutiva sui redditi da capitale e sulle plusvalenze (+1.446 milioni di euro, +96,6%) per effetto dell’andamento favorevole del mercato del risparmio gestito nel 2021 e per l’elevata redditività degli investimenti. Anche l’imposta sostitutiva sul valore attivo fondi pensioni ha registrato un incremento (+1.047 milioni di euro, +103,3%) attribuibile al positivo andamento delle posizioni in essere presso le forme pensionistiche complementari a fine 2021, rispetto al 2020, e ai rendimenti.
Si segnala l’incremento dell’IRES pari a 9.335 milioni di euro (+51,8%). Infine, l’imposta sostitutiva sui redditi nonché ritenute sugli interessi e altri redditi di capitale ha mostrato una diminuzione pari a 768 milioni di euro (-8,9%) mentre si registra un incremento per le ritenute sugli utili distribuiti dalle persone giuridiche di 807 milioni di euro (+33,7%).

Tra le imposte indirette è ancora l’Iva a reggere le sorti delle entrate tributarie

Le imposte indirette hanno registrato un incremento di gettito di 20.012 milioni di euro (+11,8%). All’andamento positivo ha contribuito l’Iva, con un aumento del gettito di 19.485 milioni di euro (+17,7%), in particolare la componente relativa agli scambi interni ha evidenziato un incremento di 12.679 milioni di euro (+13,0%), mentre l’IVA sulle importazioni ha registrato un aumento di 6.806 milioni di euro (+55,6%). Quest’ultimo risultato è legato, in larga parte, all’andamento del prezzo del petrolio che è risultato in crescita. Tra le altre imposte indirette, hanno registrato andamenti positivi le entrate dell’imposta di bollo (+567 milioni di euro, +9,9%) e dell’imposta di registro (+ 268 milioni di euro, +6,4%) mentre per l’imposta sulle assicurazioni si segnala una variazione negativa (-162 milioni di euro, -26,5%). Il gettito delle entrate tributarie erariali derivanti da attività di accertamento e controllo ha evidenziato un incremento pari a 3.568 milioni di euro (+57,3%) di cui: 2.263 milioni di euro (+74,1%) sono affluiti dalle imposte dirette e 1.305 milioni di euro (+41,2%) dalle imposte indirette. Il confronto con lo stesso periodo dello scorso anno non risulta omogeneo in quanto nel 2021 le attività di riscossione erano state sospese fino al 31 agosto 2021.

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