I nuovi incentivi del Mimit per i veicoli commerciali e il retrofit GPL/metano sono partiti, ma le risorse disponibili sono andate esaurite in tempi rapidissimi. Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha infatti annunciato il completo utilizzo del budget destinato alle prime due misure previste dal Decreto Automotive 2026, confermando il forte interesse di imprese e operatori del settore. Ora il comparto attende l’apertura dei prossimi sportelli e l’eventuale stanziamento di nuove risorse.
Il via libera è arrivato con il decreto del 27 luglio 2026, che ha dato attuazione a due degli interventi previsti dal Decreto Automotive. Dalle ore 12 del 29 luglio è stata riaperta la piattaforma Ecobonus gestita da Invitalia per la prenotazione dei contributi destinati all’acquisto di veicoli commerciali e alla trasformazione a GPL o metano delle autovetture. L’elevato numero di richieste ha però portato rapidamente all’esaurimento dei fondi disponibili.
Ecobonus veicoli commerciali: a chi era rivolto
L’incentivo – si legge su Fisco e Tasse – era destinato alle piccole e medie imprese che svolgono attività di trasporto merci in conto proprio o per conto terzi e acquistano veicoli commerciali nuovi di categoria N1 e N2, immatricolati in Italia.
Potevano beneficiare dell’agevolazione anche le società di noleggio che acquistano un veicolo commerciale da concedere in locazione a una PMI del settore trasporti, a condizione che il contratto abbia una durata minima di tre anni. In questo caso il beneficio economico deve essere trasferito all’impresa utilizzatrice attraverso una riduzione dei canoni di noleggio.
Le agevolazioni riguardano veicoli nuovi destinati al trasporto merci, sia elettrici a batteria (BEV), sia alimentati a idrogeno (FCEV), sia con motorizzazioni tradizionali. L’importo del contributo varia in base alla massa complessiva del veicolo, alla tipologia di alimentazione e all’eventuale rottamazione del mezzo usato.
Rottamazione obbligatoria per i veicoli tradizionali
Per l’acquisto di veicoli commerciali con alimentazione tradizionale la rottamazione rappresenta un requisito obbligatorio. Il mezzo da demolire deve appartenere alle categorie N1 o N2, essere intestato da almeno dodici mesi allo stesso soggetto che acquista il nuovo veicolo ed essere omologato fino alla classe Euro 4. Nell’atto di acquisto devono essere indicati sia il veicolo destinato alla rottamazione sia il contributo riconosciuto nell’ambito dell’Ecobonus previsto dal Dpcm del 10 giugno 2026. Entro trenta giorni dalla consegna del nuovo veicolo, il concessionario è tenuto a consegnare quello usato a un demolitore autorizzato e a richiederne la radiazione per demolizione presso lo Sportello telematico dell’automobilista.
Per i veicoli elettrici e a idrogeno, invece, il contributo può essere riconosciuto anche senza rottamazione. In tutti i casi, trattandosi di veicoli acquistati da persone giuridiche, è previsto l’obbligo di mantenere la proprietà del mezzo per almeno 24 mesi.
Incentivi retrofit GPL e metano: a chi spettano
La seconda misura – riporta Fisco e Tasse – riguarda gli incentivi per il retrofit GPL e metano, destinati sia alle persone fisiche sia alle persone giuridiche che installano un nuovo impianto su autovetture di categoria M1 omologate almeno Euro 3. Sono esclusi dall’agevolazione i soggetti che esercitano attività di commercio di autoveicoli M1.
Come funziona la procedura
La prenotazione del contributo viene effettuata direttamente dall’installatore attraverso la piattaforma dedicata. Dopo la registrazione e l’attivazione dell’utenza, l’operatore inserisce la richiesta, ottiene il numero di protocollo e successivamente carica tutta la documentazione necessaria.
Il costruttore dell’impianto provvede poi a rimborsare all’installatore il contributo anticipato al cliente sotto forma di sconto sul prezzo dell’intervento. L’importo viene infine recuperato dal produttore attraverso il riconoscimento di un credito d’imposta.
Fondi esauriti, attesa per i prossimi sportelli
L’esaurimento immediato delle risorse conferma il forte interesse del mercato per gli incentivi destinati al rinnovo del parco veicoli e alla conversione delle alimentazioni. Dopo il completamento del primo sportello, imprese e operatori attendono ora l’apertura delle prossime finestre di accesso e l’eventuale rifinanziamento delle misure previste dal Decreto Automotive 2026, che rappresentano uno degli strumenti principali per favorire la transizione del settore dei trasporti verso soluzioni a minore impatto ambientale.
















