ECG invita i produttori di automobili a fornire garanzie sui volumi di produzione

L’industria della logistica dei veicoli finiti è sull’orlo del precipizio poiché ulteriori carenze di materiale minacciano i già volatili piani di produzione.

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L’industria continua ad essere scossa dalle forti riduzioni di volume di veicoli causate da forniture di materiali del tutto imprevedibili. Dall’inizio del 2021 molti produttori non sono stati in grado, o non hanno voluto fare previsioni sui volumi di produzione. Inoltre, pochi sono in grado di prevedere con certezza quando la situazione vedrà un miglioramento. L’assenza di previsioni, non è più legata solamente alla nota carenza globale di semiconduttori. Anche carenze di altri materiali come l’alluminio, il magnesio e la pelle stanno affliggendo l’industria. 

Come è ormai consueto nel settore, i trasportatori sono costretti ad assumersi tutti i rischi di utilizzo a fronte di contratti di servizio sbilanciati per la consegna di nuove automobili. Il presidente di ECG, Wolfgang Gӧbel, ha dichiarato: “Non si tratta solo di una riduzione dei volumi. L’imprevedibilità rende impossibile una pianificazione efficace. L’efficienza delle operazioni di trasporto è diminuita significativamente e stiamo mettendo in atto tutte le soluzioni possibili per proteggere il business, compresa la riduzione della capacità o addirittura dei giorni di attività dei piazzali. Tutto questo sta accadendo in un momento in cui la maggior parte dei costi sta aumentando rapidamente e l’inflazione è alle stelle.”

ECG chiede quindi un impegno contrattuale sui volumi minimi da parte dei produttori.

Ancora più preoccupante è il fatto che nelle circostanze attuali si stia verificando un’insostenibile riduzione della capacità, dato che le risorse vengono tenute ferme o cedute. Nel settore del trasporto stradale, gli autisti stanno migrando verso altri settori e probabilmente non torneranno più nella logistica dei veicoli, aggravando l’attuale carenza di autisti e rendendo quasi impossibile il ripristino della capacità. Molti operatori stanno registrando perdite significative e non saranno in grado di investire in una maggiore capacità quando ci sarà la ripresa. In effetti, con un aumento così rapido dei costi operativi, i tassi predeterminati nei contratti di lunga durata potrebbero non essere più economicamente sostenibili. 

Il direttore esecutivo di ECG, Mike Sturgeon, ha affermato: “È un dato di fatto che il settore della logistica outbound sia trattato in modo completamente diverso rispetto ai fornitori della logistica inbound. I produttori di automobili per anni hanno tratto vantaggio dal loro rapporto con i fornitori di logistica outbound offrendo volumi sovrastimati, oppure nessuna garanzia di volumi e con l’aspettativa che gli operatori logistici avrebbero ammortizzato qualsiasi oscillazione di mercato raggiungendo comunque livelli di fornitura esigenti. Ha inoltre aggiunto: “Non riesco ad immaginare nessun altro settore in cui esista un rapporto così unilaterale: secondo la mia esperienza, produttori e fornitori nel segmento inbound  lavorano con grande spirito di collaborazione e nonostante ciò, i produttori stessi sono pronti a sfruttare le loro relazioni con i fornitori dell’outbound. È piuttosto sorprendente.”

Nel breve termine la sopravvivenza dei trasportatori è a rischio mentre nel medio termine, l’industria non sarà in grado di affrontare l’eventuale ripresa dei livelli di volume o di investire nella decarbonizzazione e nelle altre sfide che il settore sta affrontando.