Se si guarda indietro nei secoli alla storia dell’uomo nel mondo, la si vede composta come da una serie di bivii successivi, e tutto ciò dai tempi di “Delenda Carthago” ed anche prima. Con la guerra di Ucraina siamo arrivati ad un altro vero bivio della storia, foriero di grandi cambiamenti. Su questa guerra ho letto e visto molte cose.

Mi ha colpito, tra l’altro, una ridicola seduta del Parlamento tedesco che ha fatto una pessima figura di fronte al discorso di Zelensky, come non capitava da tempo. Paragonandosi a Reagan, il presidente ucraino ha ricordato quando il presidente americano «venne a Berlino e disse a Gorbaciov: “Butta giù questo muro!”, e io oggi vi dico: aiutatemi contro la Russia». E cosa ha fatto il Bundestag?

Ha ripreso i lavori come se niente fosse accaduto e addirittura hanno enunciano i nomi dei parlamentari che compivano gli anni quel giorno. E mi sono chiesto chi mai ci guiderà, quale classe politica, in futuro, con simili premesse. Il segno del bivio storico che abbiamo di fronte si ritrova anche nella vaghezza, imprecisione e brevità di termine della maggior parte delle previsioni che vediamo fare.

Eppure dopo questa guerra i fenomeni nuovi che s’innescheranno nel mondo saranno di lungo e lunghissimo termine. Tutta la struttura degli investimenti dei Paesi industrializzati cambierà. Innanzitutto, ciascun Paese investirà per ottenere l’indipendenza energetica e sarà un cambiamento enorme rispetto a ieri. Noi italiani ci siamo infilati in un vicolo cieco avendo costruito nei decenni la nostra dipendenza dall’estero per il gas e il petrolio, rinunciando a fare i rigassificatori che ci avrebbero permesso di diversificare i fornitori.

La seconda cosa che sicuramente accadrà è che tutti i Paesi tenderanno ad armarsi, rafforzeranno gli eserciti, con più uomini, armi, navi, aerei, elicotteri. Ci sarà dunque uno spostamento dei rapporti interni ai budget nazionali: e se non facessimo così saremmo pazzi, dopo questa guerra dobbiamo armarci. Questa guerra nasce dalla violazione di tutti i trattati internazionali, e dei comportamenti internazionali consolidati nei decenni. Instaura la possibilità dell’uso arbitrario della forza bruta. Dopo quest’aggressione diventa verosimile temere che un satrapo s’impossessi del potere in un Paese vicino a noi, la Libia ad esempio, e da lì lanci i suoi missili sulla Sicilia perché gli piace farlo…Dopo l’invasione dell’Ucraina, il deterrente nucleare che si era instaurato dopo l’olocausto di Hiroshima e Nagasaki e confermato nella crisi di Cuba, sta perdendo significato.

Il primo pericolo è che siano usate le armi chimiche, e non pensiamo che siano ancora quelle sperimentate dal Kossovo e dalla Siria. Oggi sono armi potentissime, selettive da applicare e facili da usare. I russi hanno poi iniziato a usare razzi ipersonici, armi di ultimissima generazione. È indispensabile che il mondo libero si rimetta a sviluppare armi di nuovissima generazione, sicuramente non possiamo stare fuori, forse non svilupperemo armi chimiche perché non siamo Putin, ma i razzi ipersonici dobbiamo averli.

Questo quadro sta già interferendo, come le scosse di un grande terremoto, con le previsioni economiche che affondano nell’incertezza. Gli istituti di ricerca alla disperazione, e non possiamo ormai fidarci di una previsione economica che sia una. In Germania per il Pil di quest’anno si va da chi prevede il +0,2 e chi il +3,5%… Siamo ormai a quella che chiamiamo la disperazione dei chierici. Dispongono di strumenti sofisticatissimi per dire che non capiscono nulla.

Come si fa del resto a capirne di più? Per ora, tutto dipende dall’andamento e dall’esito di questa guerra. È facile pensare che, avendo più risorse, la Russia non può che vincere, ma non è detto che sia così. È già accaduto il contrario, nella storia: in Vietnam ad esempio dove masse di contadini poco armati ma ben guidati dal generale Giap hanno battuto gli americani che hanno perso centinaia di migliaia di soldati sul campo. Gli stessi russi prima e poi ancora gli americani non sono stati in grado di vincere in Afghanistan, come peraltro occorse alla Gran Bretagna nell’Ottocento.

Anche allora gli afghani annichilirono il potentissimo esercito britannico. Quindi escludere che l’Ucraina possa bloccare l’offensiva russa, anche subendo gli attacchi dei missimi ipersonici, almeno fin quando le sanzioni economiche abbiano effetto e Putin non si trovi a non poter pagare i conti, che poi fu la vera ragione del collasso dell’Unione Sovietica.

Ecco, il disfacimento dell’Unione Sovietica fu un altro cambiamento epocale. Il collasso dell’Urss ha permesso alla Cina di diventare quel che era. Deng, senza il crollo del Pcus, non sarebbe riuscito a convincere il Partito comunista cinese che era giunto il momento di aprire alla logica capitalistica le attività imprenditoriali cinesi, il che determinò l’innesco di un’espansione talmente straordinaria che nemmeno Ping l’aveva prevista. E così i cinesi si sono trasformati in un vero modello, che è poi il motivo per cui oggi non sostengono l’Occidente.

Stanno coltivando i loro piani a lungo termine, il che rende ai loro occhi trascurabile perfino questa guerra. L’enorme delusione che tutti stiamo vivendo ci arriva dagli Stati Uniti. Ci siamo accorti che non sono più quella potenza che pensavamo fossero. E dunque l’Unione Europea – non la Nato, proprio l’Unione Europea – deve attrezzarsi con armi di ultima generazione e costituire un esercito formidabile e controllato da noi per garantirsi il futuro perché gli Usa non solo non ci aiuteranno mai più, ma anche volendo non sarebbero in grado di farlo.

Non hanno fatto le giuste politiche d’investimento, preferendo concentrarsi sull’autosufficienza energetica da fracking anziché sullo sviluppo di armamenti invincibili che rinnovassero la loro leadership militare. Dopo aver misurato la loro debolezza sui campi in cui si sono schierati abbiamo capito che gli americani non hanno più la forza di fuoco che avrebbe dovuto ad esempio permettere loro di fermare i talebani. E dunque: dobbiamo rassegnarci a fare a meno dell’America, perché finchè va avanti così, ci può solo portare al disastro. Non basta “Cousque tandem Catalina abutere patientiae nostrae”, qui bisogna subito armarsi e lavorare all’autosufficienza strategica, sull’energia e sulla difesa.