L’economia cinese è cresciuta del 5,2% l’anno scorso – un netto miglioramento rispetto al misero 3% del 2022, quando era sottoposta alle rigide restrizioni del governo per lo zero-Covid. La crescita dello scorso anno ha rispecchiato le previsioni degli economisti, ma ha superato l’obiettivo ufficiale del governo di “circa il 5%”, che era il più basso da decenni. Il settore immobiliare, che da tre anni è afflitto da una crisi del debito, è rimasto in difficoltà per tutto il 2023. L’anno scorso gli investimenti nello sviluppo immobiliare sono calati del 9,6% rispetto all’anno precedente, mentre i prezzi delle nuove case sono scesi dello 0,4% a dicembre rispetto al mese precedente – il calo più forte da febbraio 2015.

Ad aggravare i problemi della Cina, nel 2023 è proseguito il declino storico della sua popolazione, che per il secondo anno consecutivo è scesa a 1,41 miliardi di persone. Si tratta di un calo di oltre 2 milioni di persone, circa il doppio di quello registrato un anno prima, quando la popolazione cinese si è ridotta per la prima volta dal 1961. Il Paese ha registrato 11,1 milioni di decessi nel 2023, il numero più alto dal 1960, e ha visto il numero di nascite scendere al minimo storico di nove milioni. Si prevede che la contrazione della popolazione cinese – e il suo rapido invecchiamento – porteranno ulteriori problemi all’economia in crisi del Paese, in parte riducendo le dimensioni della forza lavoro che guida la crescita e finanzia i sistemi pensionistici.