Nell’ultima edizione del Netcomm Forum, lo scorso maggio, si sono dati i numeri legati al comparto del Digital Retail in Italia che oggi non rappresenta solo un settore strategico sul piano della crescita del Pil, ma anche un ambito rilevante sul piano dell’occupazione: 400 mila sono infatti gli occupati di cui il 52% operano nella logistica.
E-commerce, come funziona davvero?
In un contesto dominato dai marketplace e in uno scenario dinamico in cui l’e–commerce offre alle imprese nuovi e molteplici modelli di business che ne estendono la potenzialità, tutti questi modelli possono, però, essere portati avanti con successo solo se si accetta l’idea che lanciare un’attività per il commercio on line trasforma l’organizzazione dell’impresa, soprattutto sul piano delle “operations”.
Per questo occorre valutare la scelta di utilizzare partner esterni che supportano le aziende non attrezzate per gestire ordini e spedizioni e per affrontare al meglio un cambiamento non solo organizzativo, ma anche culturale.
Quanto alle nuove opportunità, il commercio elettronico dedicato ai professionisti, riservato esclusivamente alle imprese e ai titolari di partita IVA, non è meno significativo dell’e-commerce B2C, poiché sfrutta il crescente fenomeno della “consumerization”, che alza le aspettative nei confronti dei fornitori, anche in termini di offerta di un servizio di acquisto online.
Commercio elettronico, B2B2C e omnicanalità
Esistono persino siti di e-commerce B2B2C offerti dai produttori e dai grossisti ai loro rivenditori, in modo che possano personalizzarli e renderli disponibili ai loro clienti finali: questi modelli sono creati per non sostituire i negozi partner, ma per offrire loro servizi online adeguati ad adattarsi a questo cambiamento.
Nell’ambito dei modelli di business orientati al consumatore finale, le formule “prenota e ritira” e “paga e ritira” sono sviluppate per aumentare l’attrattiva dei punti vendita: l’omnicanalità poi supera la separazione tra il sito di e-commerce e il negozio fisico, cercando di mettere il cliente al centro migliorando l’esperienza in negozio e la gestione delle scorte.
Dropshipping significato e vantaggi
Tutti questi modelli possono avere successo solo se si accetta l’idea che l’avvio di un’attività di e-commerce trasforma il modello di business e l’organizzazione aziendale, soprattutto per quanto riguarda le operations.
Ad esempio, mentre il dropshipping – anche se raramente puro – consente di concentrarsi sulle attività di vendita online delegando ai produttori e ai grossisti la responsabilità (e i vantaggi) della spedizione, negli altri casi si presentano sfide come la gestione degli ordini, dalla ricezione alla preparazione – dal picking al trasporto – la gestione operativa e amministrativa dei resi e dei guasti, la gestione dei periodi di picco di domanda.
Servizi di logistica per e-commerce
I fornitori logistici devono pertanto essere valutati e selezionati in base alla loro capacità di gestire aspetti critici non sempre scontati, come la gestione dello stoccaggio e della spedizione di un’ampia varietà di articoli, ognuno con una frequenza di movimentazione diversa; la flessibilità per spedizioni limitate, anche con il cross-docking; il successo nell’affrontare picchi stagionali – tra cui il Black Friday che si aggiunge al tradizionale calendario festivo – la personalizzazione delle spedizioni (i biglietti di auguri contano più dei fiori, ecc.), l’offerta di un’interfaccia intuitiva per la gestione e il controllo degli ordini, anche in tempo reale. la velocità nelle consegne e l’offerta di servizi di consegna rapida; il rischio di avere un elevato numero di resi e reclami, la qualità delle consegne e dell’assistenza al cliente.
I partner logistici assumono caratteristiche diverse a seconda del livello di servizio, ma in alcuni casi influenzano la scelta di modelli specifici di organizzazione dell’e-commerce a seconda della soluzione adottata: l’e-commercecon magazzino interno offre maggiore flessibilità e potere contrattuale con produttori e grossisti partner, ma richiede anche investimenti significativi in spazi, attrezzature, software e personale; mentre l’e-commerce con magazzino esternalizzato comporta costi fissi (avvio, gestione) e variabili (spazio occupato, movimentazione in entrata, picking, imballaggio, resi, lavorazioni speciali, assicurazioni aggiuntive, ecc.) che possono gravare sul bilancio aziendale.
Come funziona il magazzino
Nella formula “Pseudo just-in-time“, si dispone di un magazzino ridotto con i prodotti a rotazione più elevata, ma per gli altri prodotti si devono offrire tempi di consegna più lunghi per consentire il loro approvvigionamento.
L’e-commerce richiede una preparazione adeguata per far funzionare una “fabbrica degli ordini“. Pertanto, le strategie di e-commerce non dovrebbero iniziare aprendo un negozio online di proprietà, ma dovrebbero puntare a esso utilizzando i marketplace come banco di prova per individuare le criticità dei processi e migliorarli, nonché come ambienti per testare la maturità di un mercato e cogliere le opportunità che offre.
Le condizioni a cui sottoposti i lavoratori della logistica portano infine a considerare l’importanza che i consumatori siano consapevoli del fatto che le loro aspettative – di consegne sempre più rapide e a basso costo – hanno un impatto sul lavoro delle persone e del fatto che scelte mature e consapevoli possono al contrario premiare venditori che vedono nella sostenibilità sociale del loro operare non solo un agire rispettoso delle leggi, ma anche una modalità sana di affrontare il digitale. In tempi come quelli di oggi dove si fa un gran parlare di “robot che si prendono il lavoro” dovremmo infatti considerare il rischio che ad essere robotizzato è soprattutto il lavoro umanoquando le persone non ne sono al centro.













