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Per ora Ducati non è in vendita. Ma il semplice fatto che Volkswagen abbia confermato una revisione del proprio portafoglio è bastato a riportare al centro del mercato una domanda che ciclicamente accompagna il marchio di Borgo Panigale: quale sarà il suo posto nel futuro del gruppo tedesco? La casa motociclistica resta una delle partecipazioni più riconoscibili dell’universo Audi e conserva una forte identità italiana, costruita su tecnologia, competizioni e fascia premium. Allo stesso tempo, dopo gli anni dei record, anche Ducati deve fare i conti con un mercato globale più difficile, margini in calo e una domanda meno brillante.

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Il dossier vendita resta aperto, ma non c’è una trattativa

Volkswagen ha spiegato di sottoporre regolarmente le proprie partecipazioni a una revisione strategica, valutando quale struttura proprietaria possa creare maggiore valore nel lungo periodo. Una formulazione che riguarda anche Ducati e che ha alimentato le indiscrezioni su una possibile cessione. Il gruppo tedesco ha però precisato di non essere a conoscenza di offerte formalmente presentate e di non commentare le speculazioni di mercato: allo stato attuale, dunque, non risulta avviato un processo ufficiale di vendita.

Dal miliardo del 2022 al rallentamento degli ultimi esercizi

Il valore industriale di Ducati emerge soprattutto guardando alla crescita registrata sotto il controllo Audi. Nel 2022 la società superò per la prima volta la soglia del miliardo di euro di ricavi, raggiungendo 1,089 miliardi, massimo storico. Il fatturato è rimasto sopra il miliardo anche nel 2023, con 1,065 miliardi, e nel 2024, quando si è attestato a 1,003 miliardi di euro. Nello stesso esercizio il risultato operativo è stato pari a 91 milioni, con una redditività del 9,1%, mentre le moto consegnate sono state 54.495.

Nel 2025 ricavi a 925 milioni e margini sotto pressione

Il 2025 ha segnato una discontinuità rispetto alla lunga fase di crescita. Ducati ha chiuso l’anno con 925 milioni di euro di fatturato, 52 milioni di risultato operativo e una redditività sulle vendite del 5,6%, in calo rispetto al 9,1% dell’anno precedente. Le consegne sono scese a 50.895 motociclette, il 7% in meno rispetto alle 54.495 del 2024. La società ha ricondotto il rallentamento a un mercato in contrazione, all’impatto dei dazi, a cambi sfavorevoli e alla transizione allo standard Euro 5+, che ha inciso temporaneamente sulla disponibilità di alcuni modelli.

Un marchio premium che resta strategicamente appetibile

È proprio questa combinazione a rendere Ducati un asset particolare: dimensioni relativamente contenute rispetto ai colossi automobilistici del gruppo, ma elevata forza del marchio, posizionamento internazionale e una capacità di trasferire il successo sportivo sul prodotto. Volkswagen ha sottolineato la redditività della società, la fedeltà della clientela e i risultati nelle competizioni internazionali. Il rallentamento recente, quindi, non cancella il percorso costruito negli ultimi anni, ma rende più interessante il confronto tra il valore che Ducati può continuare a generare all’interno di Audi e quello che potrebbe assumere, un domani, in una diversa struttura proprietaria.