Draghi e una normalità da difendere “con le unghie”. Anche dai diktat dell’UE

La difesa di Draghi e la contrarietà di Bruxelles (e degli operatori turistici, con il ministro Garavaglia che stamattina sul Corriere della Sera non attacca il premier e le restrizioni anti COVID volute dal Governo ma borbotta un “epperó troppa fretta, serviva un preavviso”).
Oggi, giovedì 16 dicembre, giorno dello sciopero generale indetto da Cigl e UIL meno Cisl, le prime pagine se le prende tutte il Presidente del Consiglio con l’arringa pronunciata
a difesa dell’obbligo di tampone alle frontiere e delle limitazioni ai viaggi e contro la posizione Ue (che chiede “misure non sproporzionate). “Difendiamo con le unghie una normalità che è costata 135 mila morti le parole del premier. “Tensione tra Roma e Bruxelles” commentano i giornali, con La Repubblica che sottolinea “l’inedito assoluto del primo conflitto tra un premier considerato in Italia e all’estero campione di europeismo e simbolo dell’Unione Europea, e la stessa Ue” (Francesco Bei in prima pagina). Draghi nel frattempo però sembra aver raggiunto un accordo con Macron sul patto di stabilità, riporta La Stampa in un retroscena. Oggi sui quotidiani c’è anche tanta economia con il caso Generali e il dossier del Mef sulla legge di bilancio e le analisi sulla riforma fiscale.

L’emergenza infinita

“Il Green pass divide l’Ue” titola su quattro colonne La Repubblica ricordando che malgrado le critiche di Bruxelles all’Italia “altri paesi sono pronti ad alzare le barriere”. Anche perché è lo stesso Centro Europeo per il controllo delle malattie che ammonisce: “Contro Omicron il vaccino non basta, serve una stretta”.
Primi vaccini sui bimbi, riportano quasi tutti i giornali: “prenotazioni al 10% in Lombardia e Lazio, basse a Sud” titola il Fatto Quotidiano che riporta anche la dichiarazione di Moderna: “10 anni per scoprire le reazioni avverse”

L’economia che serve

Caso Generali in primo piano, “Donnet presenta il piano, freddo il mercato” (La Repubblica). Interessante l’analisi di Tito Boeri e Roberto Perotti sempre su Repubblica: “aziende in vendita, i conti sbagliati dei patrioti”.
Sulle Generali scrive anche Marcello Zacchè sul Giornale: “Quella grande guerra dietro il risiko del Leone”
I giornali continuano a fare i conti sulla riforma fiscale: “fino a 3 mila euro di tasse risparmiate, ecco chi guadagna con il nuovo fisco” (Corriere della Sera). “Come cambia l’Irpef, un mix che aiuta i redditi più bassi” titola La Stampa che però ospita anche un fondo di Elsa Fornero secondo la quale “nessuno protegge giovani e precari”. Secondo il Sole-24 Ore, stando ai calcoli del governo sulla Legge di bilancio ci saranno “aumenti dell’11,9% per i redditi bassi”. “Addio all’IRAP per circa 1 milione di autonomi” riporta pure il quotidiano di Confindustria che in taglio medio titola: “dal 2030 case nuove a zero emissioni: nessun ostacolo dalla Ue alla compravendita di immobili ad alto impatto energetico ma dal
2030 le nuove case saranno a zero emissioni, in Italia 9 milioni gli edifici fuori dai target europei”.
“La casa è salva”: su questo tema titolone esultante del Giornale con Forza Italia che ringrazia: “difesi gli immobili”.
“Gas italiano contro i rincari” è l’apertura del Messaggero che scrive: “Piano del governo per ridurre le bollette, estrazione, indennizzi dei profitti delle società e scorte Ue. Irpef e assegno unico: fino a 300 euro in più al mese. Stallo superbonus: può tornare il tetto Isee.
Sullo sciopero generale da registrare la voce favorevole del sociologo Domenico De Masi sul Fatto Quotidiano: “protesta sacrosanta contro la pandemia salariale”. Di tenore opposto il Giornale su cui Nicola Porro scrive: “oggi lo sciopero più inutile e antipatico”.

Ipse dixit

“Piano sostenibile ma anche profittevole. Sono sereno: nel CdA la maggioranza è con me” (Philippe Donnet di Generali intervistato dal Sole-24 Ore)

Gli editoriali (per chi ha tempo)

“La Russia ammassa truppe al confine con l’Ucraina e potrebbe decidere di invaderla. Biden, la Nato e persino l’Ue stanno facendo la faccia feroce e minacciano Putin di pesantissime sanzioni” (“L’ascesa dei nuovi imperi”, Angelo Panebianco sul Corriere della Sera).
Federico Rampini sempre in prima pagina sul Corriere avvisa: “L’inflazione non è (solo) una questione di prezzi, ma può trasformare gli scenari politici del mondo intero. Se tra un anno a Washington ci sarà un congresso a maggioranza repubblicana e nel nord Europa avrà rialzato la testa il partito dell’austerity, lo dovremo all’aumento dei prezzi”.