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Dall’energia, alla transizione ecologica, fino all’emergenza alimentare Sono questi alcuni dei temi sul tavolo dell‘incontro tra il presidente del consiglio italiano Mario Draghi e il presidente degli Usa Joe Biden.

In merito alla strategia globale di contrasto al cambiamento climatico il G20 di Roma e la COP26 hanno mantenuto lo spirito e gli obiettivi di Parigi, dando la possibilità di limitare il riscaldamento globale a 1,5 gradi e di raggiungere emissioni net zero entro la metà del secolo.

La finanza al servizio delle economie emergenti

Uno degli obiettivi che si sono prefissati è riunire i paesi sviluppati, le banche multilaterali di sviluppo, le istituzioni finanziarie private e le aziende per assistere le economie emergenti nella loro transizione dai combustibili fossili in modo giusto e inclusivo. Dal Green Deal al pacchetto ”Fit for 55”, al più recente RePowerEU, l’Europa ha riaffermato la sua leadership mondiale nella lotta al cambiamento climatico. Di contro gli Stati Uniti saranno determinanti per il successo della COP27 di Sharm El Sheik, che sarà il primo test di credibilità per lo scenario zero emissioni entro la metà del secolo.

Affrontare insieme l’emergenza petrolio

Altro tema al centro della strategia energetica è riuscire a calmierare i prezzi del petrolio, sul quale Biden è già intervenuto con il cosiddetto ‘Putin Price Hike0, annunciando un rilascio fino a 240 milioni di barili dalle riserve strategiche americane. Anche i leader del G7 si sono impegnati in tal senso, aderendo alla proposta dell’Agenzia Internazionale per l’Energia. In particolare, l’Italia ha annunciato un rilascio graduale delle proprie riserve sino ad un massimo di 7 milioni di barili.

Sul piano della strategia energetica, l’Italia ha rafforzato le partnership con i propri fornitori di energia tradizionali, Algeria, Qatar e Azerbaigian, e compiuto passi importanti per sviluppare nuovi accordi energetici con nuovi partner, soprattutto in Africa, come Congo, Angola e Mozambico. L’Italia è ben collegata alla rete europea di gasdotti e può così diventare un importante hub energetico per i propri partner. Il governo italiano sta inoltre lavorando all’interno dell’UE e con i leader del G7, per contenere i prezzi dell’energia, colpiti dalla speculazione.

Limitare anche il prezzo del gas

L’Italia sta promuovendo l’istituzione di un price cap per il prezzo del gas naturale all’interno dell’UE, un tema che molto probabilmente potrebbe essere caldeggiato da Draghi nell’incontro di oggi, trovando sponda nel Presidente Usa. La situazione non cambia comunque l’obiettivo strategico a lungo termine dell’Italia e l’impegno internazionale ad affrontare il cambiamento climatico. L’Italia rimane impegnata, insieme ai partner dell’UE, ad accelerare la transizione verde e garantire la nostra sicurezza energetica. L’Italia è interessata a diventare un hub di energia verde per l’Europa, in particolare sviluppando flussi di idrogeno verde dalla sponda meridionale del Mediterraneo. Gli States ad oggi forniscono all’Italia il 10% delle importazioni di Gnl, un volume che il governo intende aumentare.
Uno dei temi è quello delle capacità di rigassificazione, che l’Italia conta di aumentare con l’installazione di due rigassificatori galleggianti, uno da attivare già a inizio 2023 e l’altro entro la fine del prossimo anno, come ha garantito il ministro della Transizione ecologica Roberto Cingolani.

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La crisi alimentare è alle porte

Altro tema caro a Draghi, che lo ha posto già in diverse occasioni pubbliche, è quello della sicurezza alimentare: tema cruciale, viene sottolineato, che deve essere inserito nell’agenda politica internazionale e sarà uno dei dossier principali al prossimo Vertice G7. Il focus è sulla situazione dei paesi mediterranei, pesantemente colpiti dal forte aumento dei prezzi e dalla possibile penuria di beni di prima necessità.