C’è un luogo a Milano in cui la cucina italiana diventa racconto fondendo immagini iconiche e sapori indimenticabili, trasformando l’esperienza gastronomica in un autentico viaggio culturale. Si tratta del Sophia Loren Restaurant, che, in occasione delle Olimpiadi Invernali Milano Cortina, diventa una tappa imperdibile per chi vuole assaggiare alcuni dei grandi piatti della cucina italiana patrimonio Unesco e nella fattispecie della gustosa cucina partenopea, con tutte le sue bontà e specialità creative.

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Un flagship, quello milanese, che celebra la napoletanità nel cuore del capoluogo lombardo, fulcro delle Olimpiadi e del notevole flusso turistico ad esse legato, ma che è anche parte di un più ampio progetto di espansione dell’insegna sia nel Belpaese che all’estero.

Dna napoletano nel cuore di Milano

Lo chiamano “ingrediente mistero”, ed è quel quid in più che trasforma le pizze di Sophia Loren in una specie di “disco volante” della pizza, ed è veramente un segreto che Vincenzo Mirra, dalle cui mani escono le squisite pizze del locale, custodisce verso tutti, compresi i colleghi. Una delle specialità del ristorante che Luciano e Gianluca Cimmino hanno lanciato subito dopo la fine della pandemia è infatti proprio la pizza, leggerissima e digeribilissima nell’impasto e fantasiosamente squisita nelle composizioni. E non poteva essere diversamente, visto il Dna napoletano dell’insegna.

La pizza, insieme alla pasta, è uno dei simboli più forti della cucina italiana riconosciuta dall’Unesco. Qui viene proposta attraverso una lavorazione che unisce una miscela esclusiva di farine selezionate, una lunga lievitazione naturale e una manualità che affonda le radici nella tradizione napoletana del “fare pizza”. Che campeggia oggi in quattro location italiane – Bari, Firenze, Milano e Roma Fiumicino – ma soprattutto si sta estendendo in piazze internazionali strategiche sia per il turismo che per il business.

Un format da esportazione

La catena di ristoranti Sophia Loren, contraddistinti sempre da una suggestiva galleria fotografica dedicata alla diva italiana del cinema più famosa del mondo, ha già aperto due sedi in Giappone, una nella centralissima Ginza e l’altra a Kamakura, a pochi chilometri da Tokyo. L’insegna è presente anche a Hong Kong e il 28 aprile aprirà a Francoforte, per poi guardare a nuove destinazioni come Praga e, forse, Dubai e Orlando.

La formula scelta è quella del licensing, con regole di cogestione precise ma flessibili, pensate per tutelare il concept e al tempo stesso adattarlo ai mercati locali. Anche perché l’evoluzione della formula è costante. Dall’arredamento al menù (mitici gli spaghetti alla Nerano nuova versione!), il ristorante è oggetto di un aggiornamento continuo, con una particolare attenzione alla qualità dell’esperienza complessiva.

Tuffo nel gusto a pochi passi da Piazza Duomo

Proprio in questa ottica di innovazione e miglioramento continuo, nel flagship di Milano, che si trova a pochi passi da Piazza Duomo, con una superficie di 400 metri quadri e uno splendido dehor esterno per un totale di 150 coperti, è da poco cambiata in meglio la squadra di gestione: da un’esperienza internazionale durata vari anni è planato uno chef napoletano a 24 carati – si chiama Luigi Esposito – ma cittadino del mondo, accanto a Vincenzo Mirra, con le sue pizze gourmet, e al maître Nicola Triolone.

Un team che permette all’azienda di esprimersi anche in modalità collaterali innovative, come, per esempio, prendendo parte ad una mostra sulla carriera dell’attrice che ad aprile impreziosirà la Galleria Pini di Corso Garibaldi a Milano, in collaborazione con l’Accademia italiana della cucina, senza per questo perdere di vista le opportunità che il mercato continuamente propone, rimescolando usi e consumi, oltre che costumi: per esempio l’afflusso turistico in bassa stagione reso possibile proprio in questo periodo dalle Olimpiadi Invernali Milano Cortina.

Tradizione partenopea, innovazione e creatività

La cucina del ristorante si ispira dunque alla tradizione napoletana e ne riprende i sapori più elaborati e identitari. Dagli antipasti, dove protagonisti sono i fritti alla napoletana e le mozzarelle di bufala campana Dop, ai primi piatti che spaziano dagli spaghetti al pomodoro agli ziti alla genovese, fino agli spaghetti alla Nerano in versione rivisitata.

Il mare, parlandosi di Napoli, non può non avere un ruolo centrale, con pescato sempre freschissimo, crudi di pesce e una selezione di frutti di mare e ostriche pregiate (con un chiaro riferimento alla tradizione partenopea dell’Ostricaro fisico), accompagnati da vini e champagne di alta qualità.

Anche i dolci, ispirati alla ricchissima pasticceria napoletana, spaziano dalla caprese alle sfogliatelle fino al babà, mentre la proposta beverage include caffè cento per cento napoletano, oltre a una cantina curata nei minimi dettagli e a cocktail signature, che si possono sorseggiare anche negli appositi spazi di grande impatto scenico dedicati al cocktail & wine bar, dove trascorrere momenti di puro relax e convivialità.

Un progetto imprenditoriale che racconta il made in Italy

Alla base del progetto c’è la visione di Luciano Cimmino, imprenditore napoletano e cavaliere del lavoro, già fondatore di brand iconici come Yamamay e Carpisa, che ha deciso di legare la catena dei ristoranti al nome di un’icona globale come Sophia Loren – con la quale è stato stretto un lauto accordo economico per la licenza del nome e per le royalty sugli incassi – per rimarcare la volontà di raccontare un’Italia autentica, fatta di passione, eleganza e cultura della tavola.

Le Olimpiadi Invernali Milano Cortina rafforzano ulteriormente il ruolo strategico del ristorante milanese nel panorama dell’ospitalità lombarda, perfetto per chi desidera vivere un’esperienza autentica di cucina italiana in un luogo dove si incontrano tradizione gastronomica, convivialità e racconto culturale, per una full immersion nei sapori e nelle atmosfere che hanno reso l’Italia e Napoli celebri nel mondo.