Con due comunicazioni ufficiali ai sindacati, Alitalia e Cityliner, attualmente in amministrazione straordinaria, hanno annunciato l’inizio delle procedure di licenziamento per 2.245 lavoratori. Questi dipendenti erano impiegati nelle due compagnie prima del loro fallimento, con sedi distribuite su tutto il territorio italiano, tra cui Roma, Milano, Bari, Bologna, Catania, Venezia e Verona.

I commissari straordinari delle due società hanno dichiarato che non esistono ulteriori strumenti legali o negoziali che possano affrontare l’eccesso di personale limitando le conseguenze sociali. Uiltrasporti ha ricordato che la cassa integrazione coprirà i lavoratori licenziati solo fino al 31 ottobre 2024, ma il sindacato sta facendo pressione per estendere questo termine fino alla fine del 2025.

L’Usb, un’altra siglia sindacale coinvolta nelle trattative, ha richiesto che le tre aziende che hanno ereditato le attività di Alitalia – Ita Airways, Swissport e Atitech – si facciano carico dei dipendenti in esubero. Il senatore dei 5 Stelle, Mario Turco, ha definito la situazione una “macelleria sociale irricevibile”, soprattutto considerando il recente via libera all’alleanza tra Ita Airways e Lufthansa.