La maggiore indipendenza economica delle donne è un tema sociale fondamentale che incide anche sulle tasche degli italiani. Secondo Kruk Italia, l’esperto del credito che gestisce tutta la filiera del debito, sono le donne a poter fare la differenza in una situazione economica come quella attuale in Italia. Più numerose, più istruite e meno avventate negli investimenti, dovrebbero guardare al futuro con più ottimismo e pretendere di più.

Donne più istruite degli uomini

Nel 2023 solo una persona su tre con un debito gestito da Kruk Italia era donna, con una media nazionale del 63% di clienti uomini e del 37% di clienti donne. Sicuramente questo divario tra generi è soprattutto causato dal fatto che in Italia sono più gli uomini che gestiscono il denaro in un nucleo familiare. Una problematica, quella della scarsa indipendenza economica femminile che è necessario affrontare. Secondo un’indagine dell’esperto del credito del 2021 le donne sono state ritenute più responsabili nell’amministrazione del budget. Il 50% dei rispondenti uomini ha dichiarato che le donne sono in grado di gestire meglio le spese della casa e gli alimenti rispetto agli uomini. Il 70% dei rispondenti maschi avrebbe volentieri lasciato la gestione di un conto di famiglia alla partner perché ritenuta più abile nella gestione del budget.

Kruk Italia, donne poco indipendenti

Secondo l’esperto una maggiore indipendenza economica delle donne permetterebbe di migliorare la situazione finanziaria di famiglia. Avrebbe anche ricadute positive fondamentali su altri aspetti critici della situazione femminile. Porterebbe dei benefici a livello economico e sociale. Se le donne potessero avere maggiore indipendenza economica potrebbero contrastare di più, ad esempio, anche la violenza di genere.

Donne più istruite e oculate negli investimenti

«I nostri dati sulla situazione finanziaria femminile» – spiega Eleonora Lagonigro, director of corporate business area di Kruk Italia – «sono in parte confortanti, li dobbiamo considerare come una base solida per un processo che potrebbe portare a un miglioramento generale per le donne dal punto di vista economico, con riflessi in tutti i campi della vita, ma anche in generale per l’economia del nostro paese».

Occupazione femminile ancora bassa

Un altro elemento che incide pesantemente sulla possibilità delle donne di gestire autonomamente il denaro viene dai numeri dell’occupazione femminile. Oggi circa il 50% delle donne non hanno un proprio reddito. Ma, secondo i dati Istat, se l’occupazione femminile arrivasse almeno al 60%, il Pil nazionale crescerebbe di addirittura 7 punti percentuali. Un traguardo, quello dell’aumento dell’impiego femminile, non così irraggiungibile se si pensa che in Italia le donne sono più istruite degli uomini. Il 23,5% delle 25-64enni ha una laurea vs. il 17% degli uomini. Come noto e confermato dai dati Istat il vantaggio femminile nell’istruzione non si traduce però in un vantaggio lavorativo: il tasso di occupazione femminile è molto più basso di quello maschile (57,3% contro 78,0%), a causa di molteplici cause che vanno dalla scarsità di nidi e welfare di sostegno alle famiglie, a fattori culturali, fino a barriere che ostacolano l’accesso delle donne ad alcune professioni.

Solo una su tre è indebitata

I dati dell’esperto del credito evidenziano che le donne hanno meno propensione alla creazione di debiti e secondo Kruk Italia, questa diversità non è da attribuirsi al fatto che sono nettamente meno le donne che si occupano di gestire il reddito proprio o famigliare, ma piuttosto al livello di educazione del genere femminile, che risulta dai dati più alto rispetto a quello degli uomini. Il dato non varia neanche se si mettono a confronto le varie generazioni (boomer, generazione X, Millennial e Gen Z), e rimane pressoché stabile dal Nord al Sud dello Stivale. Pur con uno scostamento di pochi punti percentuali rispetto alle altre regioni, il Lazio vede la percentuale di uomini più bassa e la percentuale di donne più alta con un debito gestito dall’operatore. Mentre il Veneto contempla la percentuale più alta di uomini e la percentuale più bassa di donne con un debito amministrato da Kruk Italia.

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