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L’Ai entra nella “cabina di regia” dei controlli

Il contrasto alle frodi cambia pelle e punta sempre più sulle tecnologie di nuova generazione. L’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (Adm), sotto la direzione di Roberto Alesse, intende rafforzare l’impiego dell’intelligenza artificiale per individuare condotte illecite e anomalie, soprattutto nel commercio elettronico. La spinta arriva dalle linee di indirizzo antifrode per il 2026, che mettono al centro un modello di controllo più mirato: non solo verifiche “a valle”, ma capacità di leggere i rischi prima, quando i segnali sono ancora deboli e i flussi di merce troppo rapidi per essere gestiti soltanto con strumenti tradizionali.

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Le due parole chiave: innovazione e cooperazione

Le linee di indirizzo sono state predisposte da Sergio Gallo, alla guida della Direzione Antifrode, e valorizzano il lavoro emerso nella prima riunione del Nucleo di analisi strategica, l’organo che nella Rete nazionale antifrode definisce le priorità dell’azione dell’Agenzia. L’impianto ruota attorno a due leve: innovazione tecnologica – con l’Ai usata come strumento di analisi predittiva e potenziamento investigativo – e rafforzamento della cooperazione tra istituzioni. Sul piano nazionale il coordinamento coinvolge, tra gli altri, Guardia di Finanza, Agenzia delle Entrate, Uif di Bankitalia e Dna; su quello europeo e internazionale si punta anche su Olaf, l’ufficio Ue per la lotta antifrode.

Scanner intelligenti e anomalie “visibili” in tempo reale

In questo contesto, l’intelligenza artificiale viene impiegata anche in chiave di analisi del rischio, per supportare i funzionari nell’individuazione delle situazioni dove è più probabile che si annidino violazioni della normativa doganale. Il punto è intercettare schemi fraudolenti e anomalie che possono sfuggire a controlli manuali o basati su regole statiche, grazie a tecniche di apprendimento automatico. Un esempio concreto riguarda le immagini scanner dei carichi: mentre la merce passa sotto lo scanner, l’algoritmo confronta automaticamente la scansione con migliaia di modelli di merci contraffatte o occultate e segnala istantaneamente possibili incongruenze, migliorando la precisione dei controlli non intrusivi in un ambiente – quello dell’e-commerce – dove il volume delle spedizioni è altissimo.

E-commerce sotto i 150 euro: il fronte caldo del 2026

Il commercio elettronico resta un osservato speciale, con particolare attenzione alle spedizioni di modico valore sotto i 150 euro provenienti da Paesi extra Ue: è qui che la crescita del settore ha moltiplicato i tentativi di frode legati a sottofatturazione ed elusione dei dazi. I numeri degli ultimi anni indicano un aumento delle difformità: nel 2023, su oltre 29mila dichiarazioni doganali analizzate (tracciato H7), il tasso di difformità riscontrato è stato dell’8,3%; nel 2024 le analisi sono salite a circa 45mila, con un incremento al 10,5%. Per sostenere la strategia, l’Agenzia ha rafforzato l’organico con professionisti specializzati in big data, intelligenza artificiale e tecnologie avanzate. Come riportato dal Sole 24 Ore, l’approccio non si limita ai pacchi: la lotta alle frodi viene letta come parte della missione di tutela dell’interesse pubblico, estesa anche ad accise su energia, alcol e tabacchi e al comparto dei giochi, con l’obiettivo di garantire concorrenza leale, contrastare infiltrazioni criminali e rafforzare la sinergia con autorità giudiziarie e forze di polizia.