disturbi mentali
Crescono i disturbi mentali, ma cresce anche la propensione a farsi delle diagnosi su internet e (purtroppo) spesso anche a cercare una cura. Lo dicono i dati che emergono dall’indagine “Mind Health Report” da condotta Ipsos con Axa Italia sui temi del benessere mentale, che ha toccato un campione di 16 mila persone in 15 diversi paesi al mondo. I dati delle interviste comunicano come il 32% della popolazione riporti una forma di disturbo mentale (+5 punti rispetto al 2022). Ne risulta anche che in Italia la percentuale scende al 28% contro il 32 dell’Europa, pur essendo in crescita di 6 punti rispetto all’anno precedente.

Qual è il ruolo delle aziende

Sul ruolo delle aziende, per gli italiani c’è ancora molto da fare in termini di supporto e soluzioni per il benessere mentale. Per 1 lavoratore su 2 le risposte offerte in tema di mind health impattano positivamente sulla decisione di rimanere in azienda. Proprio su questo tema si è mossa Axa Italia, sia livello aziendale, che dal punto di vista dei servizi resi ai propri clienti. «Parlare di salute oggi – spiega Chiara Soldano, CEO del Gruppo assicurativo AXA Italia – significa sempre di più parlare anche di salute mentale, fuori e dentro i luoghi di lavoro. In AXA, l’attenzione al benessere mentale delle persone è una priorità sia in termini di offerta che di corporate culture, attraverso una strategia di lungo periodo che vede protagoniste le persone e il loro benessere psicofisico. Per questo abbiamo costruito un’offerta assicurativa integrata con un ecosistema di servizi fisici e digitali, per rispondere all’evoluzione dei bisogni di cura secondo una visione olistica che abbraccia sia il benessere fisico, che quello mentale e abbiamo avviato numerose iniziative interne come quella dedicata ai genitori che lavorano in AXA e che comprende programmi ricorrenti come percorsi sull’educazione digitale dei figli e la prevenzione del cyber bullismo».

Quali sono i disturbi più diffusi e come curarli

Il tema è di profonda attualità. Nel 2023, il 60% degli italiani ha dichiarato di aver affrontato almeno una difficoltà personale, in particolare le donne e i giovani.
Un problema di consapevolezza che incide sulle scelte sia in termini di diagnosi che di cura
Ciò che emerge da questa nuova edizione del report è la scarsa consapevolezza sul tema del benessere mentale e sull’importanza di un supporto professionale, e la crescita del trend relativo all’autodiagnosi e alla gestione autonoma dei disturbi.
9 italiani su 10 (l’88%) valutano la propria condizione mentale come buona o media, mentre un quarto della popolazione italiana (il 26%), ad esempio, manifesta sintomi riconducibili a depressione, ansia o stress in forma grave o molto grave.
Rispetto al 2022, il numero di diagnosi effettuate da professionisti è in calo, mentre salgono significativamente le diagnosi fatte in autonomia/su Internet (+8%).
Sul fronte della gestione e della cura, il 44% degli italiani ha scelto di auto-gestire disturbi relativi al benessere mentale, un trend in aumento di 7 punti rispetto al 2022 e più diffuso rispetto al resto del Mondo (40%).
Un terzo degli italiani sospettati di soffrire di depressione, ansia o stress (33%), inoltre, non ha visto un medico quest’anno.

Quali sono i motivi alla base dei disturbi mentali

A livello globale le difficoltà mentali tendono a esser ricondotte principalmente a ragioni personali (33%), piuttosto che professionali (23%).
Tuttavia, in Italia come nel resto del mondo: il 76% dei lavoratori sta manifestando almeno un disturbo collegabile al lavoro, tra cui stanchezza, perdita di energie e di interesse, disturbi del sonno, stress e ansia.  Si tratta di una condizione di disagio che attraversa trasversalmente tutta la popolazione aziendale, ma è significativa l’evidenza che vede i giovani riportare percentuali di disagio in linea con la popolazione più anziana.
Il disimpegno è uno dei primi campanelli di allarme che le aziende dovrebbero prendere in considerazione: nonostante il dato sia più basso della media, il 62% degli italiani pianifica di dedicare meno energie al lavoro (rispetto al 69% a livello globale), mentre il 44% sta pensando di lasciare o cambiare impiego.
A livello globale, il 23% dei lavoratori ha preso un congedo per malattia a causa di problemi di benessere mentale (38% tra i giovani lavoratori). In Europa, comunque, è l’Italia il Paese con il minor numero di assenze per malattia (16% contro 22% Europa).
Il 56% dei lavoratori italiani afferma di sapere dove trovare aiuto e supporto in caso di difficoltà e la sfera personale e familiare è messa al primo posto nella ricerca di una soluzione. Solo una minoranza, ovvero il 25% dei lavoratori, chiederebbe aiuto alla propria azienda e al proprio responsabile o a uno specialista (32%).

Il ruolo delle aziende

Alla base, un certo scetticismo sul supporto fornito dalle aziende: più della metà del campione (51%) dichiara che l’azienda non si preoccupa della salute mentale dei propri collaboratori, mentre un terzo si dichiara insoddisfatto delle azioni intraprese, dato più alto rispetto alla media globale.
Tra le maggiori richieste, una giornata dedicata al benessere mentale e consulti specialistici esterni, guardati con particolare interesse soprattutto dalle donne e dai giovani (18-24).
Il supporto offerto in tema di mind health impatta comunque positivamente sulla decisione di rimanere in azienda: la pensa così il 50% degli italiani, soprattutto giovani (71% nella fascia 18-24 anni).

L’impegno di AXA Italia sul tema del benessere mentale

AXA Italia è in prima linea sul tema del mind health attraverso una strategia di lungo periodo che vede protagoniste le persone e il loro benessere psicofisico, attraverso iniziative concrete e distintive sul mercato in continua evoluzione.
Per i clienti, ad esempio, a disposizione: supporto psicologico per urgenze h24; supporto dedicato per le partorienti per informazioni mediche, sulla maternità o per la ricerca di un supporto psicologico privato; possibilità di accedere ad un servizio di psicologia online, a seguito di eventi traumatici (es. diagnosi malattie gravi, stress da terremoti, incidenti gravi, …); accesso a scontistiche per percorsi di supporto psicologico online; “second opinion” su patologie psicologiche per ricevere eventuali indicazioni diagnostiche o terapeutiche suppletive; rimborso delle consulenze psicologiche in presenza consigliate a seguito di ricovero per neoplasia maligna;
Un’attenzione che guarda anche al mondo delle aziende, dalle più piccole alle grandi corporate e agli imprenditori che scelgono di impegnarsi concretamente per il benessere dei propri collaboratori: all’interno della Piattaforma Flexible Benefits AXA, presente una sezione intitolata “Benessere psico-relazionale” con numerosi servizi legati all’ambito della salute mentale usufruibili sia su canale digitale che in presenza.
Verso i collaboratori, prosegue l’impegno del Gruppo per la creazione di un ambiente di lavoro inclusivo che metta sempre al centro il benessere psicofisico delle persone. Dal 2019 è attivo un servizio di counselling on line per accompagnare le persone nel gestire situazioni di stress o ansia, anche nella sfera privata, ulteriormente rafforzato con sessioni di counselling direttamente in azienda.
Tra le nuove iniziative del 2023, sessioni di yoga e di ginnastica posturale alla scrivania nelle diverse sedi e sessioni di yoga in terrazza, webinar dedicati al benessere mentale con counselor esterni e nutrizionista, fino alla “welfare week”, un’intera settimana di approfondimento sugli innumerevoli servizi personalizzati a disposizione dei colleghi e pensati per le famiglie, dai genitori agli anziani, fino ai più piccoli.
Con l’obiettivo di supportare la genitorialità, il Gruppo ha proposto un percorso di sensibilizzazione al wellbeing delle nuove generazioni in contesto post pandemico. Inoltre, l’offerta ai genitori AXA comprende programmi ricorrenti come un percorso sull’educazione digitale dei figli e la prevenzione del cyber bullismo, webinar dedicati alla scelta della scuola superiore, campus estivi.
Proseguono, inoltre, ulteriori iniziative di awareness (oltre ai webinar, ad esempio, programmi di formazione manageriale) mirate al superamento dello stigma sul tema della salute mentale.