Dal mercato dei grandi campioni del pallone, alle partite in tv, fino ai contributi per la retrocessione. Le grandi squadre di calcio devono gestire una tesoreria complessa. Forti spese regolari, forti incassi a scadenze a volte lunghe o lunghissime e non sempre regolari.
In un mercato quindi molto complesso, il ricorso al factoring è sempre stato considerato utile, ma fino a una decina di anni fa non esistevano prodotti specializzati. Una lacuna colmata da Banca Sistema, l’unica banca specializzata nella gestione dei crediti commerciali delle imprese (qualcosa di ben più articolato del puro factoring). Che proprio per il mondo del calcio ha da poco firmato un’operazione da 1,2 miliardi.
Si è trattato di una cartolarizzazione unica nel suo genere. Il cuore dell’operazione è un veicolo che acquista in modo “rotativo” crediti derivanti dalla vendita di calciatori, dai diritti audiovisivi e dai contributi compensativi: una vera e propria “macchina” che trasforma costantemente flussi futuri in liquidità presente. A finanziare il tutto, due tranche di titoli: una “senior”, più sicura e sottoscritta anche da Banca Sistema, e una “junior”, più rischiosa ma più redditizia, riservata a investitori specializzati nel mondo dello sport e dell’intrattenimento. Una mossa che non solo consolida la leadership della banca in questo particolare settore ma offre anche nuove prospettive di crescita.
L’operazione innovativa
Banca Sistema opera da quasi un decennio con il factoring nel mondo del calcio, con un turnover cumulato che ha superato i 5 miliardi di euro. «L’avvio di questa cartolarizzazione di crediti calcistici rappresenta un’evoluzione naturale di questa esperienza della banca con un track-record positivo – dice Gianluca Garbi, Ad dell’istituto –. Abbiamo colto l’opportunità di strutturare un’operazione innovativa in un ambito ad alto potenziale di crescita, coerente con la nostra vocazione per la finanza non tradizionale e con il modello “originate to share” previsto dal Piano Strategico 2024–2026, che consente alla banca di ampliare la propria presenza, anche a livello internazionale, accrescendo la capacità di acquisto di crediti».
Quali sono le opportunità? «Il settore sportivo, e in particolare il calcio professionistico, genera flussi di cassa rilevanti ma in gran parte differiti nel tempo – spiega Garbi -. Questo crea un fabbisogno di liquidità che può essere soddisfatto con strumenti come il factoring. La cartolarizzazione appena lanciata ci consente di consolidare la nostra leadership nel factoring sportivo dove già siamo un importante operatore nell’acquisto di crediti derivanti da diritti audiovisivi, trasferimenti di calciatori e contributi da retrocessione e di espanderci grazie ad una accresciuta capacità di acquisto e alla collaborazione con investitori internazionali specializzati nel settore sport e entertainment, che apre nuove prospettive anche a livello globale».
Un settore in crescita
La domanda è in crescita. Il settore dell’entertainment, incluso lo sport professionistico, è in evoluzione e sempre più integrato con dinamiche finanziarie complesse.
«La maggiore internazionalizzazione dei teams, anche per effetto di nuovi azionisti molto spesso istituzionali presenti in più parti del mondo, il maggiore sfruttamento dei dati dei fan sempre più globali e gli investimenti sull’hospitality contribuiranno a far incrementare la domanda di soluzioni di finanziamento, sia da parte dei club sportivi sia da parte di operatori del mondo media, cinema e ticketing – racconta Garbi -. Il nostro obiettivo è quello di mantenere il nostro ruolo di leadership in Italia ed ampliarlo a livello internazionale attraverso la gestione e l’anticipazione dei ricavi futuri in questi ambiti».
Che cosa offre di nuovo questo tipo di strumento? «Si tratta della prima cartolarizzazione in Italia avente a oggetto crediti originati da società calcistiche, sia italiane che estere – spiega l’ad -. L’operazione è stata strutturata attraverso il veicolo ElevenPoint Sports SPV S.r.l., che acquisterà su base rotativa e continuativa circa 1,2 miliardi di euro di crediti. Questi includono crediti da trasferimenti di calciatori, diritti audiovisivi, contributi compensativi in caso di retrocessione, naming e ticketing. L’innovazione risiede nella natura alternativa dell’asset class, nella struttura non confinata all’Italia e nella capacità di gestione dinamica dell’attivo».
L’acquisto rotativo significa che il veicolo SPV potrà acquistare nuovi crediti di varia natura da società sportive, nel tempo, sostituendo quelli in scadenza o rimborsati, mantenendo così attiva e dinamica la gestione del portafoglio. «Questo approccio consente una maggiore flessibilità e ottimizzazione del capitale» dice Garbi.
Non mancano i vantaggi per i club di calcio come l’accesso immediato alla liquidità, anticipando ricavi futuri. Tra i pro c’è poi la gestione più efficiente del capitale circolante, una maggiore flessibilità finanziaria, un utile per operazioni di mercato o investimenti.
«L’interesse è molto elevato» – dichiara l’ad –. Al momento lavoriamo già con oltre 40 club tra Serie A, Serie B e principali campionati europei. L’operazione ha suscitato attenzione anche da parte di nuove controparti, interessate a soluzioni strutturate e scalabili».
Gli investitori
L’operazione prevede la partecipazione di investitori internazionali specializzati, che ben conoscono questo settore e che hanno sottoscritto la tranche “junior”, ovvero la componente più rischiosa. La banca invece sottoscriverà la parte senior della cartolarizzazione ovvero quella meno rischiosa.
Pet gli investitori è una chance a rischio contenuto. «Le opportunità per gli investitori risiedono nella possibilità di accedere a un’asset class alternativa, decorrelata dai mercati tradizionali, con rendimenti potenzialmente interessanti – spiega Garbi -. I rischi, come in ogni operazione di cartolarizzazione, sono legati alla qualità dei crediti sottostanti, alla performance di detti crediti e alla stabilità dei flussi finanziari futuri»
La cartolarizzazione dei crediti calcio è un ulteriore tassello della strategia delineata nel Piano Industriale 2024–2026 di Banca Sistema, che punta a diversificare il business model della banca, mantenendo un basso profilo di rischio, includendo asset class non tradizionali. «È un esempio concreto del modello “originate to share”, che prevede la strutturazione di operazioni complesse da condividere con partner specializzati. L’obiettivo è rafforzare la nostra posizione nel segmento Entertainment Finance, ampliando la gamma di servizi e la capacità di acquisto crediti, anche a livello internazionale» conclude Garbi.
















