direttiva case green

È in arrivo un importante cambiamento per gli incentivi fiscali destinati alle caldaie a gas. Secondo il testo della nuova direttiva case green europea, che è stato recentemente approvato dal Parlamento dell’Unione Europea, le agevolazioni attualmente disponibili per tutti i tipi di ecobonus potrebbero essere destinate solo ad apparecchi ibridi e a quelli certificati per funzionare con gas rinnovabili, come l’idrogeno.

Inoltre, la nuova direttiva prevede che i nuovi edifici e quelli in fase di ristrutturazione non possano più utilizzare sistemi di riscaldamento a combustibili fossili, tra cui le caldaie a gas. Tuttavia, non sono compresi in questa restrizione i sistemi ibridi, come quelli costituiti da una caldaia a condensazione e una pompa di calore controllati da una centralina unica, e le caldaie certificate per funzionare con combustibili rinnovabili, come il biometano e l’idrogeno.

Inoltre, la nuova direttiva prevede che gli incentivi finanziari per l’installazione di caldaie a combustibili fossili saranno eliminati, ad eccezione dei sistemi di riscaldamento ibridi e delle caldaie certificate per funzionare con combustibili rinnovabili. Infine, gli incentivi saranno destinati alle famiglie vulnerabili o a basso reddito.

In sintesi, la nuova direttiva europea rappresenta un importante cambiamento per gli incentivi fiscali destinati alle caldaie a gas. La direttiva mira a promuovere l’utilizzo di apparecchi ibridi e a gas rinnovabile e ad eliminare gradualmente l’uso di combustibili fossili nei nuovi edifici e quelli in fase di ristrutturazione. Inoltre, gli incentivi finanziari saranno destinati alle famiglie a basso reddito o vulnerabili.

Le associazioni di categoria chiedono il fondo contro la povertà energetica 

Nel frattempo il governo italiano ha deciso di modificare il sistema degli incentivi alla riqualificazione energetica e antisismica, suscitando la contrarietà delle associazioni di categoria. “Adoc e Federconsumatori nazionali condividono le motivazioni e gli obiettivi della mobilitazione del settore delle costruzioni, che sollecita il Governo a correggere l’improvvisa decisione assunta di modificare, per l’ennesima volta, il sistema degli incentivi alla riqualificazione energetica e antisismica del patrimonio edilizio del nostro Paese, peggiorandone e complicandone le condizioni di accesso. – scrivono in un comunicato – L’eliminazione della possibilità di cedere il relativo credito fiscale dei contribuenti, ai quali resta la sola possibilità di compensarlo direttamente nella dichiarazione dei redditi, crea infatti un discrimine nei confronti dei soggetti più deboli e di quanti non abbiano sufficiente capienza reddituale per fruirne appieno, con la conseguenza di ridurre per molti la possibilità di riqualificare le proprie abitazioni e partecipare per questa via agli obiettivi della transizione ecologica. Questa modifica penalizza, di fatto, proprio quelli che avrebbero maggior bisogno di modernizzare e rendere più efficiente la propria abitazione, mentre continueranno ad usufruirne i nuclei più benestanti, i quali, invece, possono permettersi e avere interesse a realizzare gli interventi anche a prescindere dagli incentivi statali. Per questo noi chiediamo che l’intervento di riforma non solo assicuri, come indicato tra le rivendicazioni della mobilitazione, stabilità di lungo periodo al sistema, ma conservi la possibilità di godere dello sconto in fattura o della cessione del credito fiscale per gli incapienti. Rivendichiamo, inoltre, l’istituzione di un vero e proprio Fondo contro la Povertà Energetica, che dia la possibilità di realizzare gli interventi necessari nelle proprie abitazioni a quanti diversamente non possano permetterselo”.