Il segretario generale di Unioncamere Giuseppe Tripoli

Dipendenti statali, da qui al 2028, ogni anno, la Pubblica amministrazione avrà un ricambio di personale mediamente pari a 148mila profili professionali. Nove su 10 di questi saranno una sostituzione per turnover. La maggior parte (quasi 310mila in 5 anni) troverà impiego nei Servizi generali della Pubblica amministrazione. La metà di queste professionalità saranno profili altamente specializzati, con competenze elevate, in particolare, in ambito digitale e tecnologico. A questi vanno aggiunti i 234mila profili che troveranno lavoro nel settore pubblico dell’Istruzione e 198mila in quello della Sanità. Mancano, però. determinate figure professionali, specie quelle in ambito scientifico: già oggi sappiamo che all’appello mancheranno, sia nel pubblico che nel privato, tra gli 8 e i 17mila giovani con laurea Stem, tra i 9 e i 12mila con indirizzo insegnamento e formazione e circa 7mila con un profilo medico sanitario.

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Dipendenti statali, Tripoli: per la transizione amministrativa servono persone e competenze

“È un grande punto interrogativo per il rinnovamento della Pubblica amministrazione”, ha sottolineato il segretario generale di Unioncamere, Giuseppe Tripoli, intervenendo all’incontro “Facciamo semplice l’Italia” a Monza. “Per la transizione amministrativa e digitale, accanto alle tecnologie, servono persone e competenze”, ha sottolineato. “L’Italia purtroppo avrà circa 8 milioni di persone in età da lavoro in meno entro il 2050 per effetto dell’andamento demografico e dell’invecchiamento della popolazione. Inoltre, nell’ultimo anno gli italiani che si sono trasferiti all’estero, ci dice il Censis, sono stati oltre 82mila. Trentaseimila di questi sono giovani tra i 18 e i 34 anni”. Per rinnovare la pubblica amministrazione e consentirle di svolgere il ruolo di volano della nostra economia e della nostra società, secondo Tripoli occorre “renderla più attrattiva per i giovani. E’ necessario anche innestare la marcia sulla formazione continua del personale, soprattutto sul fronte del digitale. Cammino che le Camere di commercio hanno intrapreso già da alcuni anni”.