dipendenti statali

Il governo ci ha provato l’altro giorno a rilanciare i cosiddetti super funzionari dei ministeri per valorizzare le professionalità dei dipendenti statali. Ma già in passato erano stati fatti dei tentativi, che però si sono scontrati con la mancanza di budget e con le mancate modifiche in pianta organica. Ad esempio nell’ultimo contratto della funzione pubblica è stata istituita la cosiddetta Area delle Elevate Professionalità. «Purtroppo – dice Marco Carlomagno del sindacato Flp – al momento è ancora un contenitore vuoto. Il principale problema che si posto è stato quello di prevedere, a costo zero, nuove posizioni all’interno di un’Area che non era prevista nell’ordinamento professionale». Al di là delle questioni burocratiche questa potrebbe essere l’occasione per istituire questo nuovo settore nell’ambito dei lavori pubblici. Però non è così semplice: «La rimodulazione degli organici a invarianza di costo complessivo in gran parte dei casi non è possibile perché in questi anni di spending review gli organici sono stati notevolmente ridotti e i molti casi oggi sono la mera fotografia dei presenti nelle previgenti tre Aree professionali».

 

Dipendenti statali, come fare a pagarli di più

L’unico intervento finanziato negli ultimi due anni è stato quello al MIC per 100 posti in organico ( che ancora però debbono essere messi in gioco), mentre nelle altre Amministrazioni, dove è avvenuto, ci si è limitati a individuare poche decine di posti e solo sulla carta (vedi MEF ) «In un numero assolutamente inadeguato, e per niente correlato alle migliaia di funzionari e di dirigenti presenti» continua Carlomagno In quasi tutte le altre Amministrazioni centrali non è avvenuto neanche questo. Neanche in quelle realtà come le Agenzie fiscali che pure oggi hanno, istituite per legge in un arco temporale precedente all’istituzione dell’Area contrattuale, posizioni organizzative di elevata responsabilità attribuite a personale dell’Area dei funzionari, e retribuite con risorse derivanti dal taglio di quota parte delle posizioni dirigenziali, o dell’INPS con posizioni sempre temporanee a carico dei Fondi di amministrazione del personale. «In questi ultimi casi, – spiega – pur in presenza di risorse immediatamente disponibili, la resistenza è probabilmente dovuta al fatto che queste figure sono caratterizzate, almeno formalmente dalla temporaneità, rispetto al riconoscimento giuridico dell’inquadramento nell’Area delle elevate professionalità che è un riconoscimento stabile di carriera, non soggetto quindi alla precarizzazione e ai possibili condizionamenti degli altri istituti».