Dimissioni volontarie quando presentarle

Quando si parla di dimissioni volontarie si fa riferimento alla pratica con cui un lavoratore decide di abbandonare l’impiego che lo lega ad una data realtà aziendale. Si tratta dunque di un atto volontario, ben diverso dal licenziamento che, invece, viene messo in atto dal datore di lavoro e subito dal lavoratore. Chi sceglie di dimettersi volontariamente lo fa per i motivi più disparati, dalle ragioni familiari ad un nuovo impiego più vantaggioso fino ad arrivare ad aspetti decisamente più personali e propri dell’individuo, ma va sottolineato che, a differenza del licenziamento, le dimissioni non prevedono che le stesse debbano essere motivate. Ci sono in tal senso una serie di leggi che da una parte garantiscono la procedura al lavoratore e dall’altra tutelano l’azienda. Vediamo dunque come e quando vanno presentate le dimissioni volontarie.

Dimissioni volontarie, come presentarle

Iniziamo col dire che le norme in materia di lavoro prevedono che, in assenza di giusta causa (gravi motivi che impediscano di proseguire il lavoro come mobbing, mancato pagamento dello stipendio o molestie sessuali) il lavoratore dimissionario deve attenersi al rispetto di un tempo di preavviso che possa consentire al datore di lavoro di provvedere alla sostituzione o alla riorganizzazione dell’attività. I tempi di contratto sono indicati nel contratto di lavoro e, una volta valutato questo aspetto, per dimettersi il lavoratore dovrà fissare un incontro con il datore e presentare la sua decisione.

Dal 12 marzo 2016, per effetto del Decreto ministeriale del 15 dicembre 2015, le dimissioni volontarie possono essere formalizzate soltanto con una procedura telematica sul sito del Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali. L’iter telematico è stato introdotto per una maggiore semplificazione burocratica, oltre che per contrastare il fenomeno delle dimissioni in bianco. Si trattava in questo caso di una procedura illegale che andava a scapito dei lavoratori – con il fenomeno che riguardava soprattutto le donne – con la quale i datori facevano firmare una lettera di dimissioni in bianco al dipendente nel momento stesso in cui questo veniva assunto. Il documento era privo di data, in modo che lo stesso potesse essere usato a proprio piacimento dal datore per evitare di incappare nelle procedure previste per il licenziamento vero e proprio.

Dimissioni volontarie, quando presentarle

​Si diceva in apertura dei tempi di preavviso con i quali le dimissioni volontarie devono essere presentate al proprio datore di lavoro. Questo è indicato nei contratti di lavoro sottoscritti e, in linea di principio, può andare da 15 a 120 giorni. La differenza nelle tempistiche dipende da vari fattori quali ad esempio la tipologia di contratto, l’anzianità di servizio, la qualifica esercitata e l’inquadramento aziendale del lavoratore.

A titolo di esempio si riporta il caso di un contratto del commercio. Con cinque anni di anzianità i giorni di preavviso vanno dai 15 per sesto e settimo livello ai 60 giorni per quadri e primo livello. Con oltre cinque anni di anzianità si va invece dai 20 ai 90 giorni.