Un territorio non è un insieme di sensori. È un sistema complesso, in cui eventi atmosferici, suolo, corsi d’acqua, vegetazione e attività umane producono effetti che nessuna fonte, da sola, riesce a spiegare. Per questo la vera sfida tecnologica non è raccogliere altri dati, ma farli dialogare: correlare misure, serie storiche e modelli previsionali per restituire una lettura utile a chi deve valutare rischi e interventi.

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È da questa esigenza che nasce Panorama, piattaforma realizzata nell’ambito di un progetto finanziato dal Pnrr per il CeSmma, Centro Studi per il Monitoraggio e la Modellazione Ambientale del Dipartimento di Ingegneria dell’Ambiente dell’Università della Calabria. Soluzioni Integrate Maggioli ne ha realizzato l’infrastruttura Ict, traducendo il patrimonio scientifico e modellistico in un sistema capace di acquisire, organizzare e rendere fruibili dati provenienti da fonti differenti.

Sensori ambientali, servizi meteorologici, osservazioni sul campo e informazioni geografiche confluiscono nello stesso ambiente. La piattaforma li organizza su base spaziale e temporale, li restituisce attraverso mappe interattive e serie storiche e segnala superamenti di soglia o comportamenti anomali. Il dato smette così di essere un valore isolato e diventa parte di un quadro interpretativo più ampio.

È qui che il Digital Twin territoriale mostra la sua specificità più interessante. Non una semplice replica digitale, ma un’infrastruttura informativa che mette in relazione ciò che viene osservato, ciò che è avvenuto e ciò che i modelli indicano come possibile evoluzione.

Panorama è già utilizzata dal CeSmma nelle attività di ricerca e analisi delle dinamiche ambientali. La sua architettura multi-rischio consente di applicare la stessa logica al monitoraggio idrologico, alla gestione della risorsa idrica, alle attività agricole e alla valutazione delle condizioni che possono aumentare la pericolosità degli incendi.

Nel Parco Nazionale della Sila, il sistema integra i dati di circa cento sensori ambientali e otto telecamere. Tra gli strumenti disponibili, il Fire Weather Index elabora temperatura, vento, umidità e precipitazioni per rappresentare le aree in cui le condizioni potrebbero favorire una propagazione più rapida delle fiamme, aiutando a leggere il contesto nel quale il rischio può diventare più elevato.

«Oggi non basta osservare un fenomeno quando si manifesta. Integrare dati provenienti da fonti diverse e interpretarli significa costruire una conoscenza più utile del comportamento del territorio», spiega Giuseppe Mendicino, Direttore del CeSmma.

«La ricerca genera valore quando riesce a tradursi in strumenti utilizzabili. Con Panorama abbiamo messo le nostre competenze tecnologiche al servizio del patrimonio scientifico sviluppato dall’Università, realizzando un’infrastruttura IT capace di integrare dati complessi e renderli fruibili», afferma Alessandro Carellario, Amministratore Delegato di Soluzioni Integrate Maggioli.

La prospettiva è trasformare un’esperienza di ricerca in un modello replicabile, adattando la stessa architettura a territori, fonti e fenomeni differenti. È questa la potenzialità più concreta dell’Ict applicato all’ambiente: connettere sistemi, leggere dati eterogenei e ridurre la distanza tra conoscenza scientifica e decisione pubblica.