dieta vegetale

Quando si sente parlare di dieta vegetale si può pensare alla dieta vegetariana o vegana. In realtà non sono sinonimi. La dieta vegetale indica un regime alimentare che cerca di ridurre il consumo di carne. Il motivo non è l’etica verso gli animali, come avviene nelle diete vegetariane o vegane.

Al centro della dieta vegetale c’è la sostenibilità. Si limita il consumo di carne per poter offrire anche alle generazioni future la possibilità di metterla a tavola. Vediamo allora quali sono le caratteristiche di questo regime alimentare e come seguirlo in base alla definizione del vicepresidente associato di Yale Hospitality Rafi Taherian.

Cos’è la dieta vegetale per definizione

La dieta vegetale si basa sui prodotti della natura senza troppa trasformazione da parte delle industrie alimentari. In particolare, si mettono a tavola: legumi, cereali integrali, verdure, prodotti a chilometro zero e di stagione, spezie, noci e olio. Rispetto alle diete vegetariane e vegane, c’è anche la carne. Questa si usa solo come contorno o per ottenere le proteine animali strettamente necessarie per il benessere dell’organismo.

“Se ci sono proteine, la prima priorità è una proteina a base vegetale. Se c’è una proteina di origine animale, non è al centro del piatto, ma piuttosto contribuisce al piatto”. Così Taherian dà una definizione della dieta vegetale. La base è la dieta mediterranea classica, per la quale la carne è solo un condimento.

Questo aspetto rende la dieta vegetale completamente diversa dalla dieta vegetariana, che invece elimina carne e pesce. Anche con la dieta vegana ci sono profonde differenze. Infatti, nel regime alimentare vegano si eliminano anche i derivati dei prodotti animali, come i latticini, le uova e il miele.

Se scegli la dieta vegetariana, puoi mangiare anche questi prodotti in piccole quantità. Così il consumo è consapevole e ottieni quello che ti serve per un regime alimentare sano, senza utilizzo di integratori.

Perché iniziare una dieta vegetale

Gli studi condotti da Taherian all’Università di Yale hanno evidenziato una minore incidenza di malattie cardiache, diabete di tipo 2 e obesità in chi utilizza la dieta vegetale. In più, i dati hanno evidenziato anche vantaggi per l’ambiente.

Se il consumo di carne generalizzato diminuisce, non sono necessari allevamenti intensivi. Si riducono quindi le emissioni di carbonio. Serviranno anche meno risorse (acqua, pascoli, energia) per poter gestire gli allevamenti.

Secondo lo studioso, la carne non rappresenta la fonte principale di alimentazione dell’Uomo. Siamo onnivori, non carnivori. Quindi, ogni volta che mettiamo la carne al primo posto, facciamo un danno a noi stessi e all’ambiente.

Come passare alla dieta vegetale

Per passare alla dieta vegetale sono importanti il gusto e un approccio culturale diverso. Nel mondo occidentale, quando la carne scarseggiava, il consumo era legato alle festività religiose e, in generale, a una posizione sociale elevata. In realtà, nelle altre culture del mondo non è così. Da qui parte l’ispirazione della dieta vegetale.

Infatti, nei periodi di festa si possono utilizzare le spezie, oppure accostamenti fuori dal comune. Non si tratta della pizza con l’ananas, ma di un hamburger con i funghi. L’esperimento è stato condotto a Yale e il nuovo hamburger ha catturato subito l’interesse degli studenti. Questa innovazione nasce a piccoli passi.

Per iniziare, aggiungi man mano più verdure e più cereali al tuo piatto. Ridurrai così lo spazio nel piatto per le proteine ambientali. Scoprirai nuovi sapori e migliorerai la tua cucina. In più, vedrai il conto meno salato dopo aver fatto la spesa. Infine, scoprirai ricette che non avevi mai pensato prima di poter fare. La dieta vegetale non significa cucinare per molte ore. Ci sono piatti sfiziosi che si realizzano anche in pochi minuti.

I risultati saranno subito evidenti quando farai un’analisi del sangue o quando verificherai il calo di peso. Anche il fiato migliorerà. Nel frattempo, avrai contribuito a salvare l’ambiente a tuo modo.