auto diesel euro 5

Il blocco delle auto diesel Euro 5 si restringe a una sola regione. Dal 1° ottobre 2026 le limitazioni alla circolazione scatteranno in Lombardia, mentre Piemonte, Veneto ed Emilia-Romagna hanno scelto di percorrere una strada diversa, introducendo misure alternative per ridurre l’inquinamento. Per gli automobilisti cambia quindi il quadro delle regole, con il rischio di costi e multe per chi non potrà più utilizzare il proprio veicolo nelle aree interessate.

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La stretta sui diesel Euro 5 – si legge su Il Sole 24 Ore – era stata pensata per il Bacino padano, una delle zone italiane maggiormente esposte al problema della qualità dell’aria. Il provvedimento avrebbe dovuto partire già nel 2025, ma l’entrata in vigore è stata rinviata e le regole sono state successivamente modificate.

La normativa prevede infatti la possibilità per le Regioni di evitare le limitazioni adottando interventi capaci di ottenere una riduzione delle emissioni equivalente. Piemonte, Emilia-Romagna e Veneto hanno scelto proprio questa soluzione.

Diesel Euro 5, le regioni che non aderiscono al blocco

Il Veneto ha completato il proprio percorso il 15 settembre, quando il Consiglio regionale ha approvato la sospensione delle limitazioni per i diesel Euro 5.

Il presidente Alberto Stefani ha difeso la scelta sottolineando la necessità di conciliare gli obiettivi ambientali con le condizioni economiche di famiglie e imprese. Il tema è particolarmente rilevante per chi utilizza l’automobile quotidianamente per lavoro, per gli spostamenti familiari o per lo svolgimento della propria attività.

Tra le misure individuate dalla Regione rientra anche il ricorso allo smart working nel pubblico impiego, nell’ambito di una strategia alternativa al blocco della circolazione.

La decisione veneta si inserisce inoltre nel dibattito politico che ha accompagnato il provvedimento fin dal suo annuncio. Il leader della Lega Matteo Salvini si è più volte espresso contro il blocco, sostenendo che la sostituzione di un veicolo rappresenti una spesa difficilmente sostenibile per una parte dei cittadini.

Piemonte, incentivi per i biocarburanti

Il Piemonte aveva anticipato le altre Regioni. Già a luglio la giunta guidata da Alberto Cirio aveva approvato l’aggiornamento del Piano regionale di qualità dell’aria, evitando l’applicazione del blocco.

La strategia piemontese punta in particolare sui biocarburanti HVO, con incentivi destinati al trasporto pubblico locale e ai veicoli diesel Euro 5 ed Euro 6.

L’obiettivo dichiarato dalla Regione è intervenire sulle emissioni senza scaricare sui proprietari delle automobili il costo della sostituzione del mezzo. La questione ha infatti anche una dimensione economica: imporre il cambio di automobile può incidere in modo significativo sui bilanci delle famiglie che possiedono veicoli più datati.

Emilia-Romagna, 10 milioni per cambiare gli impianti

L’Emilia-Romagna – si legge su Il Sole 24 Ore – ha deciso di sospendere il blocco l’11 settembre, accompagnando la scelta con un pacchetto di interventi destinati a compensare le emissioni generate dal traffico.

Il provvedimento avrebbe coinvolto circa 90mila veicoli nei comuni di Piacenza, Parma, Reggio Emilia, Modena, Bologna, Ferrara, Ravenna, Forlì e Rimini.

Tra le misure previste c’è il rinvio al 1° novembre dell’accensione degli impianti di riscaldamento civile nelle aree di pianura. Nei periodi caratterizzati da condizioni critiche per la qualità dell’aria saranno inoltre rafforzate le restrizioni sull’utilizzo degli impianti domestici alimentati a biomassa.

La Regione ha messo sul piatto anche 10 milioni di euro per favorire la sostituzione degli impianti di riscaldamento più inquinanti con pompe di calore, anche integrate con sistemi fotovoltaici.

Secondo la Regione, il pacchetto dovrebbe produrre una riduzione delle emissioni superiore a quella attribuibile al solo blocco dei veicoli diesel Euro 5.

Diesel Euro 5, la Lombardia conferma il blocco

La Lombardia rappresenta invece l’eccezione. La Regione non ha scelto di sostituire il blocco con misure compensative e dal 1° ottobre 2026 entreranno quindi in vigore le limitazioni previste per le autovetture diesel Euro 5.

Il provvedimento riguarderà i comuni lombardi con oltre 100mila abitanti e, in particolare, Milano, Brescia, Bergamo e Monza. Lo stop sarà applicato nei giorni feriali, dal lunedì al venerdì, nella fascia oraria compresa tra le 7.30 e le 19.30.

Il calendario non sarà uguale per tutte le categorie di veicoli. Per le autovetture l’avvio è fissato al 2026; per i veicoli delle categorie M2, N1 e N2 il blocco scatterà dal 1° ottobre 2027, mentre dal 1° ottobre 2028 le limitazioni si estenderanno alle altre categorie previste dalla normativa.

Diesel Euro 5, quali auto sono interessate

Il riferimento sono principalmente i veicoli immatricolati tra il 2011 e il 2015, anche se la data di immatricolazione da sola non è sufficiente per stabilire se un’automobile sarà effettivamente soggetta alle restrizioni.

Per verificare la classe ambientale del proprio veicolo è possibile consultare la carta di circolazione oppure utilizzare il Portale dell’automobilista attraverso la targa. Per chi non rispetta il divieto sono previste sanzioni da 168 a 679 euro.