Dichiarazione redditi

In una sola settimana un milione di italiani hanno inviato il 730, ma non è detto che la compilazione sia stata un’operazione semplice e priva di errori. Secondo l’ultima survey di BonusX, https://bonusx.it/ startup innovativa a vocazione sociale fondata da Giovanni Pizza e Fabrizio Pinci, che ha come obiettivo la semplificazione della scoperta e richiesta dei servizi pubblici, vi sono delle problematiche ricorrenti. Tra queste spiccano il reperire, raccogliere e scansionare i documenti e scontrini per compilare la dichiarazione dei redditi, che è una difficoltà che tocca il 30% degli italiani. A questo si aggiungono i tempi lunghi (17%) e fare la somma dei cud (8%), oltre che caricare i documenti giustificativi di spesa (5%).

Gli errori più comuni nella dichiarazione dei redditi 

Non solo errori, ma anche convinzioni false e dimenticanze ricorrono ciclicamente tra gli italiani che compilano la dichiarazione dei redditi. La lista stilata da Bonus X è un campionario di tutto quello che bisognerebbe fare.

Tra gli errori più comuni ci sono il fraintendere le voci del precompilato, inserire in modo errato i familiari a carico, ma anche dimenticare di inserire il trattamento integrativo. Infatti, il 730 precompilato non include il trattamento integrativo ( ex Bonus Renzi) che deve essere inserito manualmente. C’è poi il rischio di inserire familiari a carico di cui in realtà non spettano le detrazioni come ad esempio i conviventi. Il precompilato ha delle voci spuntate con sì o no; quando ci sono voci con il no, significa che i dati di riferimento non sono stati caricati, ma non necessariamente che debbano essere escluse. Spesso il contribuente non se ne rende conto, mentre il professionista sa valutare se le informazioni possano essere inserite manualmente. Altro errore che capita spesso è quello di pagare interventi da portare in detrazione con Bonifici ordinari e non parlanti.  I contribuenti a volte pagano i lavori di ristrutturazione con bonifici ordinari e non parlanti, quindi, inserendo i lavori di ristrutturazione come detrazioni, possono subire accertamenti dall’Agenzia delle Entrate (con conseguente restituzione dei soldi ricevuti); per ovviare al bonifico ordinario, bisognerebbe fare nota credito.

I luoghi comuni

“Se sono dipendente di un’azienda, non devo farlo” 

Col non ci si limita a dichiarare quanto si guadagna, ma si possono avere anche detrazioni e rimborsi. E nemmeno di scarsa entità. Basti pensare che il rimborso medio ottenuto da chi ha presentato una dichiarazione che vi dava diritto è stato di 819 euro.

“Il 730 precompilato è affidabilissimo”

Un controllo è sempre meglio farlo, perché qualche spesa può essere omessa e non tutte le detrazioni vengono inserite in modo automatico.

“Perché devo pagare se posso fare in autonomia?”

Perché potrebbero esserci detrazioni e deduzioni che non si conoscono e comunque si rischia di commettere degli errori, facendo attivare i controlli dell’Agenzia delle Entrate.

“Non ho un lavoro quindi non dichiaro niente”

Anche i sussidi statali per la disoccupazione, gli assegni di mantenimento, la pensione e le rendite immobiliari costituiscono reddito.

“Il 730 ti porta via un’infinità di tempo”

Tra ricevute da raccogliere, difficoltà nel capire cosa può essere dedotto e trafile al CAF, il 730 è visto da più di 1 italiano su 2 come una grandissima scocciatura. E lo è, per questo BonusX ha pensato ad un flusso guidato in cui l’utente deve solo limitarsi a inserire i propri dati e qualche documento senza mai uscire di casa o perdersi tra le scartoffie e con l’aiuto di un commercialista sempre disponibile via chat.

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Un milione di dichiarazioni dei redditi in una sola settimana

Eppure nonostante tutto, in questa prima settimana oltre 1 milione di italiani hanno già inviato la loro dichiarazione dei redditi,  cioè il 28% in più rispetto allo stesso periodo dello scorso anno e di queste, circa 987mila sono modelli 730 e i restanti Redditi Persone fisiche. Più del 60% dei contribuenti che ha inviato il 730 ha scelto la nuova modalità semplificata, al debutto in via sperimentale da quest’anno. Gli accessi di login al servizio sono stati invece complessivamente circa 9 milioni e 560mila.

«In un periodo in cui l’inflazione è così tanto aggressiva, diventa ancora più importante che le persone possano accedere a bonus, agevolazioni e opportunità economiche che spettano loro di diritto ma che di solito sembrano così lontane, complicate e inaccessibili. BonusX serve proprio a questo: a snellire la burocrazia permettendo alle persone – tutte, senza alcuna distinzione sociale o anagrafica – di concentrarsi su altro migliorando la loro qualità della vita» spiegano i founder di BonusX, Giovanni Pizza e Fabrizio Pinci.