di Alessandro Arrighi

Burocrazia e regole punitive, concepite per la tutela dell’onore delle corporazioni medioevali, nelle officine del XIV e XV secolo, giunte nella complessità del nostro secolo, trasmigrando per il codice napoleonico, diventano soffocanti per le imprese italiane. E così, esse non riescono a formulare una proposta progettuale economicamente soddisfacente per i lavoratori mantenendo l’equilibrio. Anche il Pnnr che pure ha generato ulteriore debito pubblico, ha avuto effetti apprezzabili, ma insufficienti sul Pil.

Occorre far ripartire l’impresa: depenalizzare molti reati da “colletti bianchi”, semplificare il codice degli appalti, rivedere le regole sulla circolazione del contante e integrare la moneta elettronica, anticipando l’euro digitale e, nel contempo, riformare il sistema fiscale, ricordando che la stagione dei condoni, ha determinato elementi di iniquità, ma ha consentito la diffusione di benessere.

La politica assume toni spesso autoreferenziali: il dibattito tra Meloni, Schlein e Conte si concentra sulle riforme costituzionali e su polemiche ideologiche, relative ai fantasmi del passato, che non generano alcun benessere nel sistema socioeconomico.

Un sistema economico è in equilibrio nel punto di incontro tra domanda e offerta: nel sistema del prodotto, ma anche in quello degli interlocutori sociali. Ciò a cui stiamo assistendo, in Italia, è pericolosissimo: le famiglie non arrivano più a fine mese, non riescono ad acquistare i prodotti desiderati e il Pil non cresce e, al contempo, assistiamo al paradosso che i giovani non sono disponibili a lavorare al salario corrente, insufficiente per una vita dignitosa. Sempre più ragazze ottengono la propria sussistenza vendendo immagini di parti del loro corpo, seni o piedi, su siti a carattere pornografico. Ci provano anche alcuni ragazzi, o aspirano  alla carriera di influencer, ma, tranne rare eccezioni, senza risultato: alcuni espatriano, altri passano le giornate a lamentarsi sui social, dove il disagio è palpabile.