Dengue

Al momento l’unico vaccino in commercio contro la Dengue è di proprietà di una storica azienda farmaceutica Giapponese la Takeda e da pochi giorni è stato riconosciuto dall’Aifa. Una buona notizia sia per l’azienda, che per i molti anche europei che rischiano di contrarre la malattia, che si sviluppa in prevalenza nelle zone tropicali, ma che si sta diffondendo anche in Europa e in Italia. A novembre, secondo i dati forniti dal ministero della salute i casi confermati e trasmessi localmente al 27 novembre erano 82. Ma nelle ultime settimane hanno avuto un’impennata. Tanto che diverse regioni si sono già attrezzate per fornire i vaccini tramite il proprio servizio pubblico. Il numero maggiore di casi registrati finora è a Lodi con 41, mentre a Roma se ne sono verificati 38.

Quanto costano i vaccini contro la Dengue

Il costo di un vaccino contro la Dengue, varia dai 160 ai 180 euro a dose, ma con il servizio sanitario in alcune regioni italiane come Lombardia e Toscana si paga attorno ai 90 euro. Finora, trattandosi di una malattia diffusa in zone subtropicali, è stato un vaccino utilizzato in prevalenza da turisti e viaggiatori. Ma nelle prossime settimane vista la diffusione e la crescita, potrebbe essere più richiesto. In Italia, intanto, Takeda cinque giorni fa ha inaugurato la sua nuova sede romana. 

Takeda, come cambieranno i fatturati della società con i vaccini 

Nel corso dell’ultimo anno e mezzo i fatturati della società giapponese sono andati sempre in crescendo passando dai 972 milioni di dollari di fine 2022 ai 1,1 miliardi di fine 2023. Al momento le previsioni degli analisti non sono particolarmente ottimistiche, ma il vaccino contro il Dengue e la sua diffusione potrebbe cambiare la carte in tavola. Non solo in Europa e in Italia, dove non solo si sono verificati casi autoctoni, ma anche 256 casi importati da altri paesi, ma soprattutto in America. È di pochi giorni fa l’allarme della Paho American Healt Organization, che ha registrato al 26 marzo 2024 oltre 3,5 milioni di casi e 1000 morti che sono state riportate nella zona. La trasmissione del virus non avviene da uomo a uomo, ma sempre utilizzando le zanzare come vettori. La mortalità è stata finora bassa, ma tra i sintomi ci sono febbre, dolore alle ossa, mal di testa e può comportare uno stato di abbattimento e depressione anche dopo due settimane dalla guarigione.