Si apre un nuovo fronte nella complessa partita sull’eredità di Leonardo Del Vecchio. Dopo il mancato perfezionamento della vendita delle loro partecipazioni in Delfin, Luca e Paola Del Vecchio si preparano a chiedere a Leonardo Maria il rispetto degli impegni previsti dal contratto. Secondo quanto riferisce il Corriere della Sera, i legali dei due fratelli avrebbero pronta una lettera per domandare complessivamente 500 milioni di euro, 250 milioni ciascuno, facendo leva sulla penale inserita nell’accordo rimasto senza esecuzione.
La vendita da 10 miliardi rimasta sulla carta
Leonardo Maria aveva esercitato il diritto di prelazione sulle quote di Luca e Paola, ciascuna pari al 12,5% di Delfin, impegnandosi ad acquistare complessivamente il 25% della holding sulla base di una valutazione di 10 miliardi di euro. L’operazione non è stata però completata dopo le difficoltà nel reperire il finanziamento bancario necessario. Tra gli ostacoli vi era anche il tema delle garanzie richieste dagli istituti di credito per sostenere un’acquisizione di dimensioni eccezionali.
Quella clausola da mezzo miliardo
Il passaggio decisivo è contenuto nel contratto di compravendita: l’intesa prevedeva una penale complessiva da 500 milioni qualora l’acquisizione non fosse arrivata al closing. Secondo quanto ricostruito dal Corriere, nell’accordo non sarebbe stata inserita una clausola che rendesse l’operazione subordinata all’ottenimento del finanziamento. È su questo punto che Luca e Paola intenderebbero ora far valere i propri diritti contrattuali, chiedendo a Leonardo Maria 250 milioni di euro ciascuno.
L’arbitrato e la possibile trattativa sulla governance
La controversia potrebbe tuttavia non trasformarsi immediatamente in uno scontro giudiziario. Fonti vicine a Leonardo Maria, riferisce il quotidiano, indicano la possibilità di aprire un arbitrato per cercare una soluzione con i due fratelli. Il terreno per un compromesso potrebbe diventare la governance di Delfin, con un possibile avvicinamento alle richieste di modifica dello statuto sostenute anche da Clemente Del Vecchio e Rocco Basilico. Lo stesso Leonardo Maria nei giorni scorsi aveva aperto alla necessità di un maggiore dialogo tra gli azionisti della holding.
Il 22 settembre nuovo passaggio in Lussemburgo
La partita si sposta ora anche davanti ai giudici del Granducato. Il 22 settembre è attesa una decisione sulla richiesta di Delfin di prorogare di altri sei mesi i termini per esercitare la prelazione sulle partecipazioni di Leonardo Maria, Clemente Del Vecchio e Rocco Basilico, tutti titolari del 12,5%. Luca e Paola hanno già ottenuto il via libera al trasferimento delle proprie quote in veicoli societari personali, una decisione che ha aumentato i margini di autonomia degli eredi e potrebbe incidere sui futuri equilibri della cassaforte di famiglia.
















