Leonardo Maria Del Vecchio
Leonardo Maria Del Vecchio

La battaglia per il futuro di Delfin cambia terreno e si sposta sempre più sul piano della governance societaria. Leonardo Maria Del Vecchio, che ha recentemente lasciato i ruoli ricoperti in EssilorLuxottica, ha inviato il 29 agosto una lettera formale ai revisori della holding chiedendo di approfondire una serie di criticità nella gestione del board. Secondo Il Sole 24 Ore, al centro della richiesta ci sarebbero possibili conflitti di interesse che coinvolgerebbero alcuni consiglieri.

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La lettera ai revisori

La missiva è stata indirizzata ai Commissaires aux Comptes Fabio Scoyni e Lara Forte, ai quali Leonardo Maria avrebbe chiesto di avviare verifiche sulla gestione della holding. Tra i temi sollevati figurerebbero le posizioni di Mario Notari, amministratore di Delfin, e di Romolo Bardin, amministratore delegato della società, oltre ai rapporti con Brooks Brothers. Si tratta di contestazioni che, allo stato, restano da accertare. Fonte: Il Sole 24 Ore, ripreso da Teleborsa.

Il dossier delle quote di Paola e Luca

La nuova iniziativa arriva mentre resta aperto un altro fronte delicato. Un giudice lussemburghese ha recentemente dato il via libera al trasferimento delle partecipazioni detenute da Paola e Luca Del Vecchio, pari al 12,5% ciascuno e quindi al 25% complessivo di Delfin, verso società veicolo di loro proprietà. Il passaggio tocca direttamente gli equilibri azionaridella cassaforte familiare e interviene dopo mesi di tensioni tra gli eredi. Fonte: Teleborsa, 3 settembre 2026.

La scalata fermata dal consiglio

Lo statuto di Delfin prevede che i soci siano persone fisiche, eredi del fondatore, e riconosce agli altri azionisti un diritto di prelazione sulle quote messe in trasferimento entro un periodo di 90 giorni. Leonardo Maria aveva esercitato questa facoltà nel marzo 2026 sulle partecipazioni di Paola e Luca, puntando così a rafforzare significativamente il proprio peso nella holding. Il progetto si è però fermato perché il CdA di Delfin non ha rilasciato la lettera di patronage richiesta dalle banche per finanziare la maxi operazione.

Dalle quote alla governance

La lettera ai revisori segna quindi un nuovo passaggio nello scontro: dopo il tentativo di modificare gli assetti proprietari, il confronto si concentra ora sulle regole di governo della holding e sui rapporti all’interno del consiglio. La partita ha un rilievo che supera la dimensione familiare, considerando il peso di Delfin nel capitale di EssilorLuxottica e nelle principali partecipazioni finanziarie italiane. Ogni cambiamento negli equilibri della cassaforte Del Vecchio può quindi produrre conseguenze ben oltre il perimetro della famiglia.