Il calendario di Delfin torna a essere scandito dalle decisioni del tribunale lussemburghese. Entro il 29 settembre dovrebbe arrivare un pronunciamento capace di modificare i tempi della complessa sistemazione delle partecipazioni degli eredi di Leonardo Del Vecchio. In discussione c’è una proroga di sei mesi della prelazione che interessa alcune quote della holding: un passaggio tecnico dietro il quale si gioca una questione ben più ampia, quella della libertà di movimento delle partecipazioni detenute dai componenti della famiglia.
Dal 12,5% personale a una società-veicolo
Ciascun erede interessato punta a poter conferire la propria partecipazione del 12,5% in un veicolo personale. Non si tratta soltanto di una modifica formale nella catena proprietaria: una volta trasferita, la quota potrebbe infatti diventare bancabile, e quindi essere concessa in pegno a sostegno di eventuali finanziamenti. Secondo Il Sole 24 Ore Radiocor, le richieste sono maturate nei mesi scorsi e hanno coinvolto anche un consiglio di amministrazione nel quale sono emerse posizioni differenti.
Sei mesi che possono cambiare il calendario
È su questo percorso che interviene la questione della prelazione. Il tribunale deve stabilire se lasciare aperta per un ulteriore semestre la possibilità prevista per Delfin oppure consentire alla procedura di proseguire secondo le scadenze attuali. La differenza temporale è significativa: nel primo scenario il dossier potrebbe restare sospeso fino alla primavera del prossimo anno, mentre nel secondo i movimenti sulle quote potrebbero cominciare già dopo la fine di settembre.
Lussemburgo, il giudice ascolta gli eredi
Nell’udienza del 22 settembre sono state illustrate le diverse posizioni e il giudice ha deciso di non pronunciarsi immediatamente, prendendosi sette giorni per valutare la questione. Sullo sfondo c’è anche un principio previsto dall’ordinamento lussemburghese richiamato nella vicenda: un socio non può essere obbligato a rimanere indefinitamente azionista contro la propria volontà. Il prossimo passaggio giudiziario diventa così determinante per stabilire tempi e modalità della nuova fase.
Il possibile “valzer” delle partecipazioni
Più che decidere direttamente quale sarà il futuro equilibrio della holding, il pronunciamento potrebbe dare il via — oppure imporre una nuova attesa — al movimento delle quote tra gli eredi. Delfin resta una cassaforte con interessi che vanno ben oltre la dimensione familiare, grazie alle partecipazioni detenute in grandi società quotate. Per questo la scadenza del 29 settembre sarà osservata anche dal mercato: da quella decisione dipenderà innanzitutto quando il riassetto potrà riprendere il suo corso.
















