decreto flussi

Sono previsti nei prossimi tre anni 452 mila ingressi in Italia con il decreto flussi a fronte di un fabbisogno rilevato di 833 mila lavoratori. L’ha stabilito il consiglio dei ministri riunitosi per varare un decreto flussi dei lavoratori stranieri. L’obiettivo è “quello di promuovere l’immigrazione legale e incrementare le quote di ingresso regolare per motivi di lavoro”. Il nuovo decreto estende anche le categorie professionali e i settori produttivi coinvolti.

Aggiungi Economy Magazine come fonte preferita su Google!

LEGGI ANCHE: Lavoratori stranieri, c’è il piano per formarli nei paesi d’origine

Servirebbe un decreto flussi più ampio

Il piano del governo andrà a tre anni. Spiega una nota della presidenza del consiglio “Inoltre, dando seguito all’analisi dei fabbisogni delle realtà produttive del Paese emersi nel confronto con le associazioni datoriali e sindacali, si introduce la logica incrementale delle quote e si riduce in modo progressivo il divario tra flussi di ingresso e fabbisogni del mercato del lavoro, in modo coerente con la capacità di accoglienza e d’inserimento dei lavoratori stranieri nelle comunità locali”.

 

Quali lavoratori ricerca l’italia all’estero

Il tipo di decreto non è stato fatto alla cieca, ma il governo ha fissato delle precise categorie di lavoratori delle quali l’Italia ha bisogno. Tra questi ci sono elettricisti e idraulici e una quota specifica viene riattivata per gli addetti ai settori dell’assistenza familiare e socio-sanitaria. Inoltre, si è rilevato un particolare fabbisogno di lavoratori per il trasporto passeggeri con autobus e per la pesca, che vengono aggiunti. Si confermano per il lavoro autonomo e subordinato non stagionale i settori dell’autotrasporto merci per conto terzi, dell’edilizia, turistico-alberghiero, della meccanica, delle telecomunicazioni, dell’alimentare, della cantieristica navale; per il lavoro subordinato stagionale i settori agricolo e turistico-alberghiero. Nell’ambito delle quote per l’agricoltura e per il turismo, si riservano specifiche quote per i lavoratori provenienti da Paesi di origine o di transito che sottoscrivono accordi per facilitare la migrazione regolare e contrastare quella irregolare e le cui istanze di nulla osta all’ingresso in Italia per lavoro stagionale, anche pluriennale, siano presentate dalle organizzazioni di lavoro indicate nel decreto e maggiormente rappresentative a livello nazionale. Tali organizzazioni assumono l’impegno a sovraintendere alla conclusione del procedimento di assunzione dei lavoratori fino alla effettiva sottoscrizione dei contratti di lavoro, comprese le comunicazioni obbligatorie.