Debito pubblico cos'è

Sovente si sente parlare di debito pubblico di uno Stato come di un fattore fortemente impattante sull’attività di un Paese. Ma che cos’è il debito pubblico e perchè è così importante per l’economia di uno Stato? Iniziamo col dire che un Paese è soggetto alla spesa pubblica al fine di garantire dei servizi ai propri cittadini, per sostenere la propria crescita economica e i propri investimenti oppure per finanziare il proprio deficit (più uscite di denaro che entrate). Quando per supportare la propria spesa pubblica un Stato chiede in prestito dei soldi, contraendo dunque un debito, questo viene definito pubblico. Vediamo più nel dettaglio di cosa si tratta.

Debito pubblico, cos’è

Volendo provare a sintetizzare quanto fin qui detto, possiamo dire che il debito pubblico di uno Stato corrisponde all’ammontare complessivo del debito che uno lo stesso contrae e ha contratto nel passato per far fronte al proprio fabbisogno. Lo strumento finanziario che solitamente viene utilizzato per ricevere di denaro – e dunque contrarre debito – è quello dell’emissioni di obbligazioni a breve, media e lunga scadenza. Si tratta dei Titoli di Stato, con il debito che in questo caso può essere contratto con soggetti pubblici e privati, nazionali o esteri, ovvero dai singoli cittadini, alle banche fino ad arrivare agli Stati.

I Titoli di Stato italiani si dividono in a breve, medio e lungo termine e sono emessi dal Ministero del Tesoro. Ci sono i BoT, Buoni ordinari del Tesoro, con scadenza breve dai 3 ai 12 mesi, i CTz, Certificati del Tesoro zero coupon, con scadenza a 24 mesi, i BTp, con scadenza tra 3 e i 30 anni e i CcT, anche loro a lunga scadenza.

Debito pubblico: a quanto ammonta quello italiano

Un errore abbastanza comune è quello di confondere il debito pubblico con il deficit pubblico. Come abbiamo detto in precedenza, però, il debito pubblico viene contratto proprio per finanziate il deficit, ovvero il disavanzo nell’arco di un singolo esercizio finanziario, con le uscite che superano le entrate.

Al fine di calcolare le uscite di Stato, oltre che la spesa pubblica, va tenuto fortemente in considerazione l’interesse sul debito, cioè l’importo totale che lo Stato deve corrispondere a titolo di interesse ai soggetti con cui ha contratto il debito nell’arco di un esercizio finanziario. In Italia è proprio l’ammontare del dell’interesse sul debito a sbilanciare i conti. La sola spesa pubblica, infatti, messa a confronto con le entrate, porterebbe il bilancio dello Stato in attivo. Tale condizione è definita di avanzo primario.

A quanto ammonta il debito pubblico italiano? A marzo 2022, stando a quanto riportato da Banca d’Italia, è arrivato a 2.755,4 miliardi, con una crescita di 18,9 miliardi rispetto a febbraio 2022. L’aumento sarebbe stato determinato “dal fabbisogno (22,8 miliardi), che ha più che compensato la riduzione delle disponibilità liquide del Tesoro (6,4 miliardi, a 95,6); l’effetto complessivo di scarti e premi all’emissione e al rimborso, della rivalutazione dei titoli indicizzati all’inflazione e della variazione dei tassi di cambio ha incrementato il debito per 2,4 miliardi”.