Ddl Concorrenza taxi e concessioni balneari

Durante il suo ultimo discorso al Senato, Mario Draghi ha detto che serve l’approvazione del Ddl Concorrenza, che riguarda anche taxi e concessioni balneari, entro l’estate. Il discorso non è piaciuto particolarmente alla Lega, che infatti poi ha deciso di non accordare la fiducia all’esecutivo: vediamo insieme perché.

LEGGI ANCHE: Il governo Draghi è caduto, restano gli affari correnti: cosa vuol dire?

Ddl Concorrenza, taxi e concessioni balneari

Il Presidente Mario Draghi, durante il suo discorso al Senato, aveva toccato molti punti che non erano stati di gradimento né alla Lega né al Movimento 5 Stelle, considerate le seguenti proteste in aula. La reazione dei due partiti è stata molto distaccata per tutta la durata del discorso, con pochi applausi e nessun commento al termine. A non piacere sembrerebbe essere stato proprio il passaggio riguardante il ddl Concorrenza, il provvedimento approvato dal Senato e in discussione alla Camera. Proprio quest’ultimo ha portato allo sciopero nazionale dei taxi a inizio luglio.

I due argomenti su cui la maggioranza si è particolarmente divisa nell’ultimo periodo riguardano i taxi e le concessioni balneari. Draghi nel suo discorso ha detto che il ddl Concorrenza – che tocca, tra gli altri, anche di questi temi e si pone l’obiettivo di promuovere la crescita nonché favorire investimenti e occupazione – va approvato prima della pausa estiva, in modo tale da consentire l’approvazione dei decreti delegati.

Queste le parole di Draghi: “La riforma della concorrenza serve a promuovere la crescita, ridurre le rendite, favorire investimenti e occupazione. Con questo spirito abbiamo approvato norme per rimuovere gli ostacoli all’apertura dei mercati, alla tutela dei consumatori. La riforma tocca i servizi pubblici locali, inclusi i taxi, e le concessioni di beni e servizi, comprese le concessioni balneari. Il disegno di legge deve essere approvato prima della pausa estiva, per consentire entro la fine dell’anno l’ulteriore approvazione dei decreti delegati, come previsto dal PNRR.”

Il discorso ha fatto storcere il naso soprattutto alla Lega e al M5S. con riferimento alle concessioni balneari, due sono gli approcci circa le regole degli indennizzi riconosciuti agli imprenditori che perderanno la gestione delle spiagge: secondo il governo occorre indennizzare chi perde la concessione con il valore dell’impresa al netto degli investimenti fatti; al contrario, per Lega e Forza Italia bisognerebbe basare l’indennizzo su un valore più realistico dell’azienda, dunque sul valore dei beni materiali ed immateriali. Infine, per il Movimento 5 Stelle il valore dei beni immateriali andrebbe affidato alla valutazione di un perito indipendente.

In relazione ai taxi, invece, per i sindacati dei tassisti questa una tale riforma pone le basi per una liberalizzazione dell’intero settore, ipotesi a cui loro si oppongono da anni. Lo sciopero dei tassisti ne è la conferma: tra l’altro, lo stesso è stato sostenuto da vari partiti, tra cui proprio la Lega, la quale, difatti, ha proposto modifiche alla riforma.

“Ora c’è bisogno di un sostegno convinto all’azione dell’esecutivo – non di un sostegno a proteste non autorizzate, e talvolta violente, contro la maggioranza di governo.” Queste le parole del Presidente Mario Draghi, il cui appello è chiaro: serve il sostegno da parte dei partiti, anche della Lega, senza i continui ammiccamenti all’opposizione, e quindi anche senza l’appoggio alle proteste dei taxisti. Anche senza mai citarla, dunque, le sue parole erano rivolte prevalentemente al partito di Matteo Salvini.