Ddl Concorrenza

Tra gli obiettivi da raggiungere entro la fine del 2022, affinché l’Italia ottenga la la terza rata dei fondi del Pnrr da 19 miliardi, c’è l’approvazione del Ddl concorrenza che prevede la semplificazione dell’iter autorizzativo delle rinnovabili, la proroga fino al 2024 delle concessioni balneari, il rafforzamento dei poteri dell’Antitrust, misure su gas e servizi elettrici oltre che interventi per colonnine di ricarica sui rifiuti e trasporto pubblico. Al fine di accelerare l’iter di approvazione del Ddl, si è deciso per lo stralcio del famoso articolo 10 relativo ai taxi. Vediamo dunque più nel dettaglio cosa c’è nel Ddl concorrenza e quali sono i provvedimenti previsti.

Ddl concorrenza, cosa c’è e che con non c’è

Iniziamo ad occuparci del Ddl concorrenza partendo da ciò che sicuramente non ci sarà al suo interno. Come detto si tratta dell’articolo 10 che andava a riformare il settore del trasporto pubblico non di linea e che aveva generato nel corso delle scorse settimane le proteste accese dei tassisti.

Queste invece le misure presenti nel Ddl concorrenza:

    • Concessioni balneari, con l’articolo 3 del ddl Concorrenza che “proroga al 31 dicembre 2023 l’efficacia delle concessioni demaniali e dei rapporti di gestione per finalità turistico ricreative e sportive”;
    • Energie rinnovabili, con il decreto che interviene per semplificare e accelerare l’iter autorizzativo. Il testo attribuisce al governo la delega sulle rinnovabili e stabilisce che saranno le Regioni a fissare i criteri che dovranno essere seguiti per effettuare le gare con le procedure che dovranno essere fissate entro la fine del prossimo anno;
    • Utenze domestiche, con l’articolo 15 del Ddl concorrenza che attribuisce nuovi compiti per l’Arera e attua delle modifiche al Codice dell’ambiente. Si prevede, più nel dettaglio, la stipula di un accordo di programma su base nazionale tra Conai, sistemi autonomi e tutti gli operatori del comparto di riferimento con l’Anci, con l’Upi o con gli enti di gestione di ambito territoriale ottimale;
    • Concessioni dei porti, con l’articolo 5 che obbliga il ministero delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili ad un decreto che possa definire i criteri sulle concessioni portuali. La linea tracciata è quella che un concessionario possa ottenere solo una concessione per ciascun porto, anche se tale regola non vale per gli hub di rilevanza internazionale e nazionale;
    • Trasporto pubblico, con l’articolo 9 che prevede un taglio del Fondo nazionale trasporti destinato alle Regioni e alle amministrazioni locali che abbiano affidato i servizi senza procedure di evidenza pubblica o tramite gare non conformi alle misure previste dall’Autorità di regolazione dei trasporti;
    • Gas, con l’articolo 6 che fa riferimento alla valorizzazione delle reti di distribuzione del gas degli enti locali e all’accelerazione delle procedure per le gare. La norma inoltre garantisce più tempo – da 30 a 60 giorni – al gestore uscente per fornire le informazioni necessarie per predisporre i bandi;
    • Colonnine di ricarica in autostrada, con l’articolo 13 che stabilisce che le colonnine di ricarica – assegnate tramite gara – dovranno essere “competitive, trasparenti e non discriminatorie, nel rispetto del principio di rotazione“. È poi prevista “l’applicazione di criteri premiali per le offerte in cui si propone l’utilizzo di tecnologie altamente innovative”.
    • Antitrust, che riceve più poteri specie nelle operazioni di concentrazione, nei poteri ispettivi e in quelli in materia di abuso di dipendenza economica dalle piattaforme digitali;
    • Salute, con la modifica della disciplina sul conferimento degli incarichi di direzione nel Servizio sanitario nazionale e la revisione del sistema di produzione di emoderivati.