Dazn allo Juventus Stadium - Foto LaPresse

“Siamo spiacenti. Si è verificato un problema inaspettato e i nostri tecnici stanno lavorando per sistemarlo. Per favore, torna più tardi”. È il messaggio di Dazn che ieri sera, durante la visione delle partite di calcio del campionato serie A è apparso sugli schermi, sollevando critiche e proteste in tutta Italia. Gli abbonati della app Dazn hanno avuto già spiacevoli inconvenienti durante gli incontri calcistici Fiorentina Cremonese, e Lazio Bologna, tutti nel tardo pomeriggio, alle 18.30.

Il “down” si è verificato poi nella tarda serata con Salernitana Roma e Spezia Empoli. Molti clienti di Dazn si sono riversati sui social per protestare o commentare l’accaduto.

Episodi, questi, che gettano ombre sul calcio e sullo streaming.

Già nel primo anno di trasmissione di tutte le partite di serie A su Dazn, quando 7 match erano in esclusiva ogni domenica, i problemi di accesso con smpartphone e iPad erano diventati la normalità.

Il messaggio di Dazn che non funziona

Dazn: la Lega Calcio valuta danni d’immagine

Questa volta, dopo le proteste social, Dazn si è scusata attraverso un comunicato, ammettendo che “un numero circoscritto di persone ha riscontrato problemi di accesso alla piattaforma” e di essere al lavoro per una soluzione. Stando alle analisi tecniche i disservizi si sarebbero manifestati in fase di accesso alla app e, secondo Dazn, si sono verificati anche in Spagna, Germania e Giappone.

Dazn si giustifica sostenendo che la maggior parte degli spettatori abbia avviato le procedure di autenticazione negli stessi minuti, quindi a inizio partita, da qui i problemi di connessione. L’azienda ha anche offerto un link alternativo per la visualizzazione di Salernitana-Roma e Spezia-Empoli. (Qui il link in caso di ulteriori disservizi)

Intanto, la Lega calcio conferma di aver avuto contatti con i manager di Dazn. I vertiti non si ritengono soddisfatti e valutano un’azione legale per danno di immagine.

 

Dazn: le reazioni politiche

Nella scia delle polemiche si inserisce il Partito democratico che ha inoltrato una segnalazione urgente ad Agcom per accertare eventuali violazioni degli accordi sulla qualità del segnale. Anche Carlo Calenda e Matteo Salvini, in piena campagna elettorale, hanno cavalcato il malcontento popolare. Il primo lanciando il seguente tweet: “Fesseria togliere i diritti a Sky”. Il secondo, commentando così: “Da abbonato a Dazn credo che il servizio che stanno offrendo faccia schifo”. Non ce ne eravamo proprio accorti.

 

Quanto costa Dazn

Costa 29,99 euro al mese, solo la Serie A. L’anno scorso costava 19,99 euro al mese. Un rincaro. E non è il solo svantaggio. Adesso Dazn limita la possibilità di condividere l’abbonamento tra diversi nuclei familiari.

 

Diritti serie A

Come funzionano i diritti tv calcio

In Italia, Nella stagione 2018-2019, del ricco piatto dei diritti televisivi sono stati spartiti tra i vari club 1,150 miliardi di euro, divisi in parti uguali, in base alla storia, numero di persone che l’hanno seguito e poi una percentuale per le prestazioni sportive dell’ultimo anno e degli ultimi 5. Solo a Juventus e Inter sono andati in pancia rispettivamente 85,3 e 83,7 milioni di euro.

Secondo la Rosea, in base ai dati della scorsa stagione 2021 2022, l’Inter è risultato il club ad aver guadagnato di più dalla vendita dei diritti televisivi. Grazie ai proventi televisivi i nerazzurri avrebbero incassato un totale di 84,2 milioni euro. A dispetto dei risultati in classifica, al secondo posto si è inserita la Juventus (77,9).

 

Come si spartisce la torta e quali interessi ci sono

Il quadro normativo che regola questa ricchissima e succulenta torta è regolato dalla Legge Melandri del 2008 (all’epoca ministro dello Sport) e riformata nel 2018 dal collega Luca Lotti.

Dal montepremi dei diritti tv che si spartiscono le squadre di calcio bisogna togliere il contributo ad Agcom, e altre spese, tra cui quelle per le retrocessioni.

Come viene spartita la torta dei diritti tv? I criteri per dividersi la torta tra tutte le 20 società partecipanti al torneo sono i seguenti:

  • Il 50% del totale viene spartito in parti uguali;
  • Il 30% in funzione dei risultati sportivi (il 15% in base alla classifica (12%) e ai punti (3%) dell’ultimo campionato, il 10% in base ai risultati degli ultimi 5 campionati e il restante 5% secondo i risultati storici a partire dalla stagione 1946-47);
  • Il 20% appena è la quota determinata dagli spettatori paganti e certificate Siae (12%) e dall’audience televisiva (8%).

 

La crisi del calcio italiano

La torta si è fatta più piccola negli anni, passando dai 1,123 miliardi del 2020 ai 939 milioni del 2021. Inoltre, per risparmiare, la Lega Calcio ha tagliato la figura intermediaria di Infront, risparmiando 56 milioni annui di commissione.

Gli interessi sono notevoli. Quando la Lega parla di danni di immagine intende anche tutti quelli procurati all’indotto, soprattutto gli sponsor delle squadre scontenti che potrebbero rinunciare al rinnovo dei contratti. I disservizi a danno del pubblico pagante sono solo la punta dell’iceberg.