Donald Trump, presidente Usa, annuncia i dazi commerciali

Gli Stati Uniti alzano nuovamente il livello dello scontro commerciale. Dal 24 luglio, entrano in vigore i nuovi dazi decisi dall’amministrazione Trump, con aliquote comprese tra il 10% e il 12,5%, che interesseranno oltre 60 partner commerciali, inclusa l’Unione europea. Le nuove misure sostituiscono le tariffe temporanee introdotte nei mesi scorsi e segnano un nuovo capitolo della strategia commerciale americana, che punta a contrastare le presunte violazioni delle norme sul lavoro forzato nelle catene globali di approvvigionamento.

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Al via nuovi dazi Usa imposti da Trump

Le tariffe sono state adottate facendo ricorso alla Section 301 del Trade Act del 1974, lo strumento legislativo che consente agli Stati Uniti di imporre misure commerciali nei confronti dei Paesi ritenuti responsabili di pratiche considerate sleali o discriminatorie.

Secondo l’amministrazione americana, i nuovi dazi rappresentano una risposta alle presunte irregolarità legate all’impiego di lavoro forzato lungo le filiere produttive internazionali. L’elenco diffuso dall’Ufficio del Rappresentante per il Commercio degli Stati Uniti (USTR), guidato da Jamieson Greer, comprende circa 60 partner commerciali, tra cui anche l’Unione europea.

Perché le tariffe entrano in vigore proprio ora

L’entrata in vigore coincide con la scadenza delle tariffe temporanee del 10% applicate negli ultimi mesi. Quelle misure erano state introdotte come soluzione transitoria dopo che la Corte Suprema degli Stati Uniti aveva annullato gran parte dei dazi globali imposti dall’amministrazione Trump nel 2025, rendendo necessario un nuovo intervento sul fronte commerciale. Con il nuovo provvedimento, Washington sostituisce il precedente regime tariffario con un sistema di dazi differenziati, compresi tra il 10% e il 12,5%, destinati ai Paesi interessati.

L’Unione europea tra i partner coinvolti

Tra i soggetti colpiti dalle nuove tariffe figura anche l’Unione europea, che dovrà ora valutare le possibili conseguenze sulle esportazioni verso il mercato americano. Al momento non sono stati diffusi dettagli sulle categorie merceologiche maggiormente interessate, ma il provvedimento rischia di riaccendere le tensioni commerciali tra Washington e Bruxelles in una fase già delicata per gli scambi internazionali.