L’espansione dell’intelligenza artificiale sta creando un nuovo motore per il mercato del lavoro europeo: i data center. La crescita delle infrastrutture necessarie per alimentare cloud e sistemi di AI sta facendo aumentare rapidamente le offerte di lavoro, con Italia, Spagna e Irlanda tra i Paesi che hanno registrato gli incrementi più consistenti.
Secondo i dati di Indeed pubblicati su Euronews, ad agosto 2026 le offerte legate ai data center avevano superato i livelli precedenti alla pandemia in 10 economie europee. In diversi casi, la crescita è stata molto più marcata rispetto a quella registrata dal mercato tecnologico nel suo complesso.
Italia, Spagna e Irlanda guidano la crescita
Per misurare l’andamento delle offerte di lavoro, Indeed utilizza come base 100 la media registrata tra dicembre 2019 e febbraio 2020. Ad agosto 2026 l’indice relativo ai data center ha raggiunto quota 260 in Spagna, 237 in Italia e 210 in Irlanda. In tutti e tre i Paesi, quindi, il numero degli annunci è risultato più che doppio rispetto al periodo precedente alla pandemia.
Secondo gli economisti di Indeed Aubrey Woessner e Pawel Adrjan, Italia e Spagna presentano ancora un ampio spazio di sviluppo perché il settore parte da livelli relativamente contenuti. La crescita è legata anche alla realizzazione di nuovi grandi progetti dedicati all’intelligenza artificiale, dai campus in Aragona agli interventi nell’area di Milano.
L’incremento delle offerte ha interessato anche altri mercati europei. Nei Paesi Bassi l’indice è arrivato a 138, in Polonia a 134 e in Svizzera a 133. Più contenuta la crescita in Belgio, al 9%, e in Francia, al 13%. Germania e Regno Unito hanno registrato rispettivamente aumenti del 25% e del 24%.
La domanda nei data center corre di più
Il dato diventa ancora più significativo se confrontato con l’andamento delle altre professioni tecnologiche. Escludendo i data center, ad agosto 2026 le offerte di lavoro nel settore tech erano ancora sotto i livelli pre-pandemia in nove dei dieci Paesi analizzati.
L’unica eccezione era rappresentata dalla Spagna, dove l’indice si trovava appena un punto sopra il livello precedente alla pandemia. Il divario tra le due componenti del mercato è particolarmente ampio in Italia, dove la distanza tra l’indice delle offerte nei data center e quello delle altre posizioni tecnologiche raggiunge 173 punti. Seguono la Spagna con 159 punti e l’Irlanda con 141.
In Europa il mercato è più distribuito
Un’altra differenza riguarda la struttura del mercato. Negli Stati Uniti la domanda di personale nei data center è fortemente concentrata: le 10 principali aziende tecnologiche rappresentano il 71% degli annunci.
In Europa, invece, le opportunità risultano distribuite tra un numero più elevato di imprese. Nei dieci Paesi considerati da Indeed, sono necessarie oltre 500 aziende per arrivare al 70% degli annunci relativi ai data center. Il fenomeno riflette anche la maggiore diversificazione dei progetti europei, con nuovi investimenti che stanno interessando aree geografiche differenti dai tradizionali grandi hub tecnologici.
Data center, stipendi più alti rispetto agli altri settori
La forte domanda di personale si riflette anche sulle retribuzioni. Le offerte di lavoro nei data center prevedono infatti, nella maggior parte dei casi, stipendi superiori rispetto a posizioni analoghe in altri comparti dello stesso Paese.
L’analisi di Indeed evidenzia un premio salariale in 28 delle 29 combinazioni considerate tra Paese e professione. L’unica eccezione è rappresentata dalle attività di infrastruttura IT, operations e supporto in Francia, dove la retribuzione risulta appena dell’1% inferiore.
In Italia il differenziale è particolarmente elevato. Gli annunci per posizioni manageriali nei data center indicano una retribuzione superiore del 65% rispetto a ruoli analoghi negli altri settori. Per le attività di installazione e manutenzione il premio arriva invece al 50%.
Anche negli altri grandi mercati europei si registrano differenze significative. Nel Regno Unito i ruoli manageriali nei data center presentano una retribuzione superiore del 49%, mentre in Germania le posizioni legate a installazione e manutenzione arrivano a un differenziale del 36%.
Perché i data center pagano di più
La maggiore retribuzione è legata soprattutto alla difficoltà di reperire profili con competenze specifiche. Le aziende che gestiscono queste infrastrutture si contendono infatti tecnici e specialisti con altri settori coinvolti nella digitalizzazione e nella transizione energetica.
Secondo gli economisti di Indeed, gli annunci per i data center richiedono mediamente un numero maggiore di competenze rispetto alle altre offerte appartenenti alla stessa categoria professionale. Tra i requisiti più frequenti figurano conoscenze informatiche e software, competenze in materia di cybersecurity e una buona padronanza dell’inglese. La combinazione di queste capacità riduce il bacino di candidati disponibili e aumenta la concorrenza tra i datori di lavoro.
A questo si aggiunge la necessità di rispettare tempistiche stringenti per la costruzione e l’avvio delle nuove infrastrutture. Offrire stipendi più elevati rappresenta quindi anche uno strumento per attirare rapidamente i professionisti necessari alla realizzazione dei progetti.
Le professioni più richieste
La crescita delle assunzioni riflette due esigenze parallele: da una parte mantenere operative le infrastrutture già esistenti, dall’altra costruire nuovi data center destinati soprattutto a sostenere lo sviluppo dell’intelligenza artificiale.
Cinque categorie professionali concentrano tra il 50% e il 60% degli annunci europei: infrastrutture IT, attività operative e assistenza; sviluppo software; management; installazione e manutenzione; gestione dei progetti. Nonostante la forte crescita, il peso dei data center sul totale delle offerte di lavoro resta comunque limitato. Nella maggior parte dei Paesi analizzati gli annunci collegati a queste infrastrutture rappresentano circa l’1% o meno del totale.
L’Irlanda costituisce un’eccezione: quasi il 5% delle offerte pubblicate su Indeed nel Paese contiene ormai un riferimento ai data center.
La carenza di competenze può frenare la crescita
La disponibilità di personale qualificato potrebbe diventare uno dei principali vincoli allo sviluppo del settore. Gli economisti di Indeed prevedono infatti che la domanda rimarrà sostenuta, anche considerando l’obiettivo dell’Unione europea di triplicare la capacità dei data center nell’arco dei prossimi cinque-sette anni.
Il problema è che le aziende si trovano a competere per professionisti tecnici che erano già difficili da reperire prima dell’accelerazione degli investimenti legati all’intelligenza artificiale. La crescita delle infrastrutture dovrà quindi procedere insieme alla formazione di nuove competenze, in un mercato nel quale la domanda di specialisti potrebbe continuare ad aumentare più rapidamente dell’offerta.
Germania e Regno Unito in testa per numero di data center
Sul fronte delle infrastrutture già presenti, nel 2025 Germania e Regno Unito erano i Paesi europei con il maggior numero di data center, rispettivamente 529 e 523. Seguivano Francia con 322 strutture e Paesi Bassi con 298. L’Italia contava 168 data center, mentre Spagna e Polonia ne avevano 144 ciascuna. In Svizzera il numero arrivava a 121.
La distribuzione geografica conferma il peso dell’Europa occidentale, che concentra la maggior parte delle infrastrutture della regione. Il Nord Europa mantiene invece una presenza numericamente più contenuta ma strategica, mentre nell’Europa centrale e orientale il settore appare ancora più frammentato e meno sviluppato.
















