Aliko Dangote prova a trasformare il suo progetto industriale più ambizioso in un investimento di massa. Il miliardario nigeriano ha aperto oggi, 14 settembre, l’offerta pubblica della Dangote Petroleum Refinery, mettendo sul mercato 4,1 miliardi di azioni a 525 naira ciascuna. L’operazione, destinata a diventare la più grande IPO africana, può raccogliere circa 2.150 miliardi di naira, pari a circa 1,6 miliardi di dollari, e attribuisce alla raffineria una valutazione nell’ordine dei 48 miliardi di dollari. L’offerta resterà aperta fino al 13 ottobre, mentre l’avvio delle negoziazioni è atteso successivamente sulla Nigerian Exchange.
Un’Ipo pensata anche per i piccoli risparmiatori
La scommessa di Dangote non riguarda soltanto la raccolta di capitale. Il gruppo punta ad attirare fino a 10 milioni di investitori retail, con una soglia minima fissata in appena dieci azioni, pari a 5.250 naira, circa quattro dollari. È quella che lo stesso progetto presenta come una “IPO for the People”, con l’obiettivo di allargare la proprietà di uno degli asset industriali più importanti del continente anche ai risparmiatori africani. In caso di piena sottoscrizione l’offerta raccoglierà circa 1,6 miliardi di dollari, mentre attraverso strumenti aggiuntivi la cifra potrebbe salire fino a circa 2,1 miliardi.
Una raffineria da quasi 50 miliardi di dollari
Costruito in oltre un decennio con un investimento vicino ai 20 miliardi di dollari, il complesso alle porte di Lagos ha iniziato a produrre nel 2024 ed è arrivato a una capacità indicata oggi in circa 700 mila barili al giorno. L’impianto ha contribuito a modificare profondamente il mercato energetico nigeriano, riducendo la storica dipendenza dalle importazioni di carburanti raffinati e facendo della Nigeria anche un esportatore. Nel primo semestre del 2026 la raffineria ha realizzato un utile netto di 1,82 miliardi di dollari su ricavi superiori a 13 miliardi, dopo le perdite registrate nel periodo precedente.
Altri 14 miliardi per raddoppiare la capacità
La Borsa rappresenta però soltanto una tappa di un piano molto più grande. Dangote prevede di investire circa 14,3 miliardi di dollari per portare la capacità della raffineria da 700 mila a 1,4 milioni di barili al giorno entro il 2029, una dimensione che la collocherebbe ai vertici mondiali del settore. Una parte delle risorse raccolte attraverso l’IPO sarà destinata proprio all’espansione dell’impianto, alle infrastrutture logistiche e alla costruzione di nuovi depositi, rafforzando la capacità del gruppo di servire non soltanto la Nigeria ma una quota crescente del mercato africano.
Dopo Lagos, la nuova scommessa è il Kenya
L’espansione non si fermerà alla Nigeria. Dangote ha in programma una nuova raffineria da 700 mila barili al giorno a Lamu, sulla costa del Kenya, dove l’avvio dei lavori è previsto il 30 settembre. Il progetto punta a creare un nuovo polo energetico per l’Africa orientale e si inserisce in una strategia che guarda anche a infrastrutture, petrolchimica e distribuzione regionale. Per il gruppo, che opera già nel cemento, nello zucchero e nei fertilizzanti, la raffinazione petrolifera diventa così il centro di una nuova fase di crescita continentale.
















