Diego Mingarelli, Ceo di Diasen

di Alfonso Ruffo

Folgorati dal sughero. Prima il padre Floriano, che nel 2000 ne intuisce le possibili applicazioni in edilizia, poi il figlio Diego che oggi è il Ceo della Diasen, azienda marchigiana (quartier generale a Sassoferrato) specializzata nella produzione di biomalte e pitture naturali che usano gli scarti dei tappi del vino per garantire agli edifici isolamento termico e acustico.

Sostenibile per definizione, la Diasen dei Mingarelli finisce tra le prime cento imprese d’Italia nel rapporto sulla Green Economy di Symbola. Intesa Sanpaolo la premia come “Vincente” nella categoria Esg tra le medie. La fiera più prestigiosa di Francia, il Batimat, le conferisce l’ambìto Innovation Award per un prodotto particolarmente performante. È inserita nel network di Elite.

D’altra parte i suoi prodotti sono utilizzati in numerosi cantieri Unesco per la preferenza accordata dai migliori progettisti internazionali e si ritrovano in molte stazioni della metro di Parigi. Un polo di alta formazione per l’edilizia ecosostenibile, la Green Future Academy, sostiene in provincia di Ancona ricerca applicata e qualificazione di giovani professionisti.

La materia prima viene dalla Gallura, in Sardegna, nel regno delle querce la cui corteccia si rigenera naturalmente ogni dieci anni dando vita, in questo caso, a uno dei più virtuosi fenomeni di economia circolare nel segno di un principio cardine della famiglia: estrazione di valore e rispetto dell’ambiente. In ricerca e sviluppo è investito il 5 per cento del fatturato.

Oltre che alla fabbrica e al mercato Diego si dedica all’attività associativa. Già presidente della Piccola Industria della sua regione è stato vice presidente nazionale del Gruppo e ha ricoperto l’incarico di numero due in Business Europe, la potente rete delle Confindustrie d’Europa. Nell’ambito dell’ultimo B20 si è distinto nel raggruppamento Sostenibilità e Grandi emergenze.