Quando si parla di intelligenza artificiale e futuro del lavoro, la domanda che domina il dibattito è quasi sempre la stessa: quali professioni saranno sostituite dall’AI? Ma forse stiamo guardando il fenomeno dalla prospettiva sbagliata.
La trasformazione in corso non riguarda infatti tanto i lavori quanto i compiti che li compongono. Analizzare dati, raccogliere informazioni, generare contenuti, elaborare scenari, formulare ipotesi: un numero crescente di attività può oggi essere svolto, accelerato o supportato dall’intelligenza artificiale. Secondo il Future of Jobs Report 2025 del World Economic Forum, entro il 2030 il 39% delle competenze richieste ai lavoratori subirà cambiamenti significativi, mentre competenze come pensiero analitico, creatività, leadership, resilienza e collaborazione continueranno ad assumere un ruolo centrale. Se l’AI cambia i compiti, cambia inevitabilmente anche il contributo umano.
Quando una parte crescente dell’esecuzione viene affidata alla tecnologia, il valore delle persone non scompare. Si sposta: dall’eseguire al definire, dal produrre al valutare, dal rispondere al decidere. Diventano decisive la capacità di formulare le domande giuste, interpretare il contesto, comprendere le implicazioni delle scelte, distinguere ciò che è rilevante da ciò che non lo è e assumersi la responsabilità delle decisioni. È qui che la collaborazione tra persone e intelligenza artificiale può generare molto più valore della semplice automazione.
Da questo cambio di paradigma nasce quella che 42Skills definisce la Next-Human Generation. Non una generazione anagrafica, ma un insieme di persone capaci di combinare intelligenza artificiale e competenze umane per lavorare, decidere e imparare meglio. Professionisti che utilizzano la tecnologia per amplificare il loro contributo., diventando più consapevoli nell’uso degli strumenti digitali. Proprio su questa evoluzione della responsabilità umana nell’era dell’AI è incentrato “Competenze e AI per la Next-Human Generation. Dove tecnologie e persone crescono insieme”, il webinar di 42Skills nell’ambito della Milano Digital Week 2026, dedicata al tema della Città Generativa.
Nel corso dell’incontro, Rocco Teora, co-founder e COO di 42Skills, e Francesco Colicci, Global Service Partners Manager di Hootsuite, proporranno infatti una riflessione sul significato concreto della collaborazione fra persone, imprese e territori per favorire la crescita della Città Generativa. “Quando parliamo di Next-Human Generation – entra nel merito Teora – facciamo riferimento al concetto di una moderna Magnifica Humanitas: quell’insieme di creatività, pensiero critico, capacità relazionali, responsabilità e desiderio di apprendere che da sempre costituisce la forza generativa delle comunità e che oggi trova nell’intelligenza artificiale un nuovo alleato per esprimersi”. Secondo il modello sviluppato da 42Skills, la Next-Human Generation si fonda su cinque competenze chiave: AI Literacy, ovvero la capacità di comprendere opportunità, limiti e rischi dell’intelligenza artificiale e utilizzarla in modo consapevole; pensiero critico, indispensabile per verificare gli output prodotti dai sistemi intelligenti e valutarne l’affidabilità; creatività, che permette di trasformare le possibilità offerte dalla tecnologia in idee, progetti e innovazione; collaborazione, sempre più necessaria in un contesto in cui persone e sistemi intelligenti lavorano insieme; e learnability, la capacità di apprendere, disimparare e adattarsi continuamente in uno scenario in costante evoluzione. Queste competenze meritano particolare attenzione in quanto rappresentano le fondamenta più autentiche su cui costruire la Città Generativa.
“Una città realmente generativa – sottolinea Colicci – non dispone semplicemente di infrastrutture digitali avanzate, ma sviluppa le condizioni più adatte per far in modo che la comunità possa utilizzare le tecnologie al meglio per trasformarle in valore condiviso. In questo senso, la Next-Human Generation rappresenta il vero motore della Città Generativa perché crea le basi per mettere l’intelligenza artificiale al servizio dell’innovazione e dell’impatto positivo.”
Il webinar del prossimo 30 settembre sarà, quindi, l’occasione per riflettere su come prepararsi al meglio per le sfide della Next-Human Generation. Perché il futuro non appartiene a chi adotterà più tecnologia, ma a chi saprà valorizzare il potenziale umano attraverso la tecnologia.
















