Il nuovo anno comincia con una serie di ritocchi che rischiano di farsi sentire sul portafoglio, a partire dalle bollette della telefonia. Tra fisso e mobile, diversi operatori hanno avviato aumenti e rimodulazioni già da gennaio: secondo i calcoli del Codacons, l’effetto può tradursi in un aggravio annuo compreso tra 12 e 60 euro per utenza. A spingere i rialzi contribuiscono l’aggancio all’inflazione, la fine della stagione delle tariffe “a ribasso” e la necessità di finanziare gli investimenti in nuove tecnologie.

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Telefonia fissa e mobile, scattano i ritocchi

Dopo anni di competizione al ribasso, sulle offerte telefoniche torna il segno più. Il Copione è ormai noto: aggiornamenti dei listini, rimodulazioni delle condizioni e rialzi che, sommati, possono incidere sul bilancio familiare. L’impatto stimato dal Codacons oscilla tra 12 e 60 euro l’anno a utenza, a seconda del contratto e dell’operatore.

Pedaggi autostradali, +1,5% a inizio anno

Tra le voci che si aggiornano in queste settimane ci sono anche i pedaggi autostradali. L’adeguamento tariffario indicato è pari a +1,5%, un aumento che si aggiunge alle altre spese “in movimento” che accompagnano l’avvio del 2026.

Gasolio, il peso delle accise

A salire è anche il capitolo carburanti, con riferimento alle accise sul gasolio. Un rincaro che, per definizione, tende a propagarsi lungo la filiera: dai trasporti ai costi logistici, fino a riflettersi su molte spese quotidiane.

Pacchi postali extra-Ue, il contributo da 2 euro

Nel pacchetto di misure collegate alla Manovra entra anche la voce spedizioni: per i pacchi sotto i 150 euro provenienti da fuori Unione europea è previsto un contributo di 2 euro. Un costo puntuale, ma destinato a essere percepito da chi acquista con frequenza fuori dai confini Ue.

Sigarette, fino a 15 centesimi in più a pacchetto

Aumento anche sul tabacco: l’incremento può arrivare fino a 15 centesimi per pacchetto. Un ritocco che, moltiplicato su consumi regolari, diventa una spesa ricorrente nel bilancio di chi fuma.

Rc Auto, polizze sotto pressione

Sul fronte assicurazioni, la spinta arriva dall’incremento dell’aliquota sulle polizze infortunio conducente collegate alla Rc Auto. Un elemento che contribuisce a rendere più caro l’ecosistema dei costi legati all’auto, già appesantito da altre voci di spesa.

Inflazione, il contesto che alimenta i rialzi

Questi aumenti si innestano su un quadro di prezzi in crescita: secondo i dati preliminari dell’Istat, nel 2025 l’inflazione è salita dell’1,5% (dopo il +1% del 2024), con un’accelerazione a dicembre (+1,2% su base annua e +0,2% sul mese) dopo la frenata autunnale.

Il conto complessivo, 672,60 euro annui a famiglia

Guardando alla somma degli aumenti in arrivo nel 2026, l’Osservatorio Nazionale Federconsumatori stima rincari complessivi pari a 672,60 euro annui per famiglia. Una cifra che l’associazione definisce rilevante “nonostante le riduzioni previste nel settore dell’energia”.

Quando “pochi euro” pesano miliardi

Sul solo capitolo telefonia, Assium (associazione italiana degli Utility Manager) richiama l’attenzione sull’impatto di sistema: la spesa delle famiglie italiane per i servizi telefonici di linea fissa e mobile è indicata a 22,6 miliardi di euro l’anno. In questo quadro, anche aumenti di importo contenuto possono generare un effetto significativo sulla spesa complessiva.

Recesso gratuito e cambio operatore

C’è però una variabile che può spostare gli equilibri: Assium ricorda che, in caso di modifiche unilaterali delle condizioni tariffarie, i consumatori possono recedere gratuitamente dai contratti, senza penali né costi di disattivazione, e passare a un altro operatore. Un promemoria che, in una fase di rincari, può trasformare la trasparenza delle rimodulazioni in un tema centrale di concorrenza.