di Diletta Talenti
Il mercato del fitness italiano vale 3,1 miliardi di euro, eppure il 53% degli utenti indica il prezzo come fattore decisivo nella scelta di un centro. Da un lato le palestre low cost offrono abbonamenti economici ma spazi sovraffollati e nessuna guida personalizzata, dall’altro i personal trainer privati garantiscono attenzione individuale ma a costi proibitivi per la maggior parte delle persone. Nel mezzo resta un vuoto che nessuno sembra in grado di colmare: chi cerca un percorso integrato di allenamento e nutrizione a prezzi ragionevoli fatica a trovare risposte. È in questo spazio che si inserisce Leon Lab, un format di studi privati su appuntamento che unisce personal training e coaching nutrizionale, nato a Cagliari e ora in espansione su scala nazionale attraverso il franchising.
A fondare il progetto è Leon Antonio Ciprietti, 35 anni, originario della Valle d’Aosta, ex rugbista professionista che ha militato in Serie A con l’ambizione di salire di categoria. La sua storia personale è parte integrante del format: da ragazzo era obeso, una condizione che lo ha spinto prima verso lo sport e poi verso gli studi in scienze motorie e nutrizione umana, completati con un master in nutrizione clinica. “Sono partito dalla mia esperienza personale di ex obeso e di sportivo. Ho capito sulla mia pelle che allenamento e alimentazione non possono essere separati, e che le persone hanno bisogno di un approccio scientifico, non di false promesse come perdere 5 chili in due settimane”, racconta Ciprietti.
La carriera rugbistica si è interrotta bruscamente dodici anni fa, costringendolo a ripartire da zero. Ha continuato a studiare, ha lavorato come personal trainer nelle palestre di Cagliari, diventando tra i più richiesti della città. Ma proprio quell’esperienza gli ha mostrato i limiti del sistema. “I miei clienti pagavano cifre importanti ma condividevano gli spazi con decine di altre persone. Non riuscivo a dar loro il servizio che meritavano. Ho capito che serviva un ambiente riservato per allenarsi, un personal trainer dedicato e un supporto nutrizionale integrato, il tutto a un prezzo corretto”, spiega.
Oggi Leon Lab conta cinque sedi operative nella provincia di Cagliari, tra cui uno studio privato di oltre 300 metri quadri, il più grande della Sardegna. Il dato più significativo riguarda la fidelizzazione: il tasso di rinnovo mensile dei clienti supera il 90%, un risultato che Ciprietti attribuisce alla filosofia del format. “Noi non vincoliamo nessuno con contratti trimestrali o annuali. Il cliente paga un semplice mensile e decide se rinnovare. Siamo così sicuri del servizio che offriamo che la stragrande maggioranza delle persone resta iscritta”, afferma.
Il modello si distingue nettamente sia dalle organizzazioni che propongono pacchetti a prezzi esorbitanti, giustificati dall’uso di strumentazione, sia dalle palestre tradizionali. In uno spazio di qualche centinaio di metri quadri, ogni Leon Lab accoglie al massimo un centinaio di clienti attivi, seguiti esclusivamente su appuntamento con programmi personalizzati. Il percorso include check mensili con rilevazione di circonferenze e parametri fisici, caricati su un’applicazione proprietaria che consente al cliente di monitorare i propri progressi e dare valore concreto al percorso intrapreso. L’obiettivo dichiarato non è creare dipendenza, ma autonomia: insegnare alle persone a mangiare e ad allenarsi correttamente fino a renderle indipendenti. A ottobre 2025 Leon Lab è stato selezionato tra i 15 brand emergenti al Salone del Franchising di Milano. Da quel momento il progetto ha aperto le affiliazioni e in un solo mese ha firmato due contratti per nuove sedi a Olbia e Iglesias, con diverse trattative in corso nella penisola.
“La fase di prevendita si sta rivelando un punto di forza decisivo: nella sede pilota di Selargius, un mese prima dell’apertura erano già stati raccolti 81 clienti paganti su una capacità di circa 100. A Olbia, in soli dieci giorni di prevendita, sono state registrate 30 iscrizioni a fronte di un’apertura prevista per maggio”, dichiara Ciprietti. Per aprire un Leon Lab i costi variano a seconda che l’affiliato disponga già di un locale o meno, ma ciò che non cambia è il supporto della casa madre: formazione di una settimana per il manager della struttura, un gestionale proprietario per monitorare fatturati e KPI, assistenza operativa h24 tramite chat dedicata e supporto nutrizionale centralizzato. L’attrezzatura viene fornita da un’azienda che produce in esclusiva per il brand. L’affiliato, secondo il modello proposto, può gestire il centro dedicando anche solo due ore al giorno al controllo dei dati, delegando la gestione operativa al manager formato dalla rete, con una capacità di generare oltre 200mila euro di fatturato e un margine operativo lordo di circa il 30%.
“Non cerco venditori o commerciali spietati. Cerco partner d’impresa che credano nel progetto e abbiano una passione per il mondo del benessere. Questo business non è adatto solo all’imprenditore che vuole diversificare i propri investimenti: è un modello solido che funziona e che può rappresentare anche un’opportunità di autoimpiego per giovani laureati in scienze motorie o nutrizione che vogliono imparare a scalare la propria attività”, precisa Ciprietti.
L’obiettivo dichiarato è raggiungere 100 sedi sul territorio nazionale, con richieste già pervenute da Roma e da altre città della penisola. La sfida per il format sarà mantenere la qualità del servizio durante la fase di crescita, un problema che storicamente affligge molti franchising nel settore benessere. La scelta di selezionare personalmente ogni affiliato e di imporre un periodo minimo di un mese di valutazione prima della firma appare come una risposta concreta a questo rischio, anche se la vera prova arriverà quando i numeri cresceranno in modo significativo.
















