di Diletta Talenti
Il mercato della formazione professionale nel settore della formazione di primo soccorso laico sta vivendo uno sviluppo significativo in Italia, sta creando nuove opportunità lavorative per migliaia di persone. Il settore sta diventando una concreta alternativa professionale in un momento di incertezza economica.
Questa situazione sta generando una domanda crescente di formatori qualificati capaci di navigare questa complessità normativa.
Diventare istruttore BLS-D /PBLS-D è come partecipare ad un investimento in franchising ma ad una frazione dello stesso. “Un lavoro autonomo, in un settore enorme e in espansione” dichiara Mario Perricone, presidente della BLSD Academy, e continua “con un piccolo investimento e senza una struttura con sede e grossi costi fissi, si può avere successo. È necessario però avere alle spalle un’azienda solida e certificata per non commettere errori”.
Il caso di Giulia, ex istruttrice di acquagym che lavorava instancabilmente per guadagnare tra 800 e 1.400 euro al mese, rappresenta emblematicamente le potenzialità di questo settore. Dopo aver intrapreso il percorso di formazione come istruttrice BLSD, ha completamente trasformato la sua vita professionale, arrivando a gestire oltre 1.500 corsi in un anno. ‘Molti dei nostri istruttori hanno abbandonato le loro precedenti professioni per dedicarsi completamente a questa attività’, conferma Francesca Mari, co-founder di BLSD Academy e responsabile della comunicazione, evidenziando come il settore stia attraendo professionisti da ambiti diversi.
La tecnologia sta giocando un ruolo fondamentale in questa evoluzione. L’utilizzo di piattaforme e-learning come Moodle, la stessa utilizzata dalle università americane, permette aggiornamenti in tempo reale dei protocolli formativi. “Quando sono uscite le linee guida internazionali sul COVID-19 a marzo 2020, entro 15 giorni Giovanni Perricone co-founder di BLSD Academy e responsabile didattico di BLS-D Academy aveva già aggiornato tutti i materiali didattici e organizzato webinar gratuiti di aggiornamento per tutti gli istruttori”, sottolinea Mari, evidenziando l’importanza della formazione continua in un settore in costante evoluzione. E così è stato per ogni aggiornamento delle linee guida internazionali ILCOR.
Il settore sta anche espandendo i propri orizzonti oltre il tradizionale BLSD. Sono stati sviluppati, tra gli altri, corsi specializzati per operatori d’ambulanza creati appositamente dal dottor Federico Politi primario del Suem 118 di Vicenza, corsi per il primo soccorso per cani e gatti scritti dal medico veterinario dottor Sergio Guttadauro, responsabile del settore scientifico Pet di BLS-D Academy, la gestione di corsi baby first aid scritti dal medico pediatra del Bambin Gesù di Roma dottor Marcello Niceta e molti altri come i corsi sulle emorragie massive, e programmi specifici per bambini dagli 8 ai 13 anni. Questa diversificazione risponde a una domanda crescente di competenze specializzate, creando ulteriori nicchie professionali per gli istruttori.
Un aspetto particolarmente significativo riguarda l’assenza di vincoli territoriali per gli istruttori certificati. A differenza di altre organizzazioni che operano con logiche federative e territoriali, i nuovi modelli formativi permettono agli istruttori di operare liberamente su tutto il territorio nazionale e anche all’estero. ‘Un istruttore di Palermo può tranquillamente fare corsi a Milano e viceversa’, conferma Perricone, sottolineando la flessibilità di questa professione.
Con l’entrata in vigore di normative che rendono obbligatoria la presenza di un defibrillatore in sempre più strutture, e l’obbligo di formazione sul primo soccorso in vari contesti, la domanda di formatori qualificati è destinata a crescere. Il decreto legislativo 81/08 sulla sicurezza sul lavoro e la legge Balduzzi sull’uso dei defibrillatori hanno già creato un mercato significativo, che si prevede in ulteriore espansione nei prossimi anni.
L’impatto sociale di questa trasformazione è considerevole. Non si tratta solo di creare nuove opportunità lavorative, ma di diffondere una cultura della sicurezza e del primo soccorso che in Italia è ancora carente. ‘Il nostro motto è formare per salvare’, afferma Mario Perricone, evidenziando come la professionalizzazione del settore possa contribuire a salvare vite umane attraverso una maggiore preparazione della popolazione.
Il modello emergente nel settore della formazione per il primo soccorso rappresenta quindi una risposta innovativa a molteplici sfide: la necessità di riqualificazione professionale, la domanda crescente di competenze specializzate nel campo della sicurezza, e l’urgenza di diffondere una cultura della prevenzione e del soccorso.
















