Dal Pnrr 400 milioni di euro di contributi finanziari per le imprese al femminile

Essere donna e imprenditrice è una condizione relativamente rara, e quindi anche difficile, in Italia: ma col Pnrr qualcosa potrebbe cambiare. Il Piano varato dal Governo Draghi destina 400 milioni di euro ai sostegni per l’imprenditoria femminile. Di cui 40 già disponibili. Sono finanziamenti mirati che coprono molti aspetti della vita aziendale, ivi compresi i corsi di formazione. Burocrazia permettendo, naturalmente. Vediamo nei dettagli questa piccola rivoluzione, con l’aiuto di un esperto, Giancarlo Barbarisi, consulente aziendale e di sviluppo d’impresa, 53 anni, che per mestiere aiuta le aziende ad ottenere finanziamenti pubblici ed europei. Ha procurato, nel corso della sua più che ventennale attività, oltre 150 milioni di euro alle aziende sue clienti. Già da tempo, insieme alla socia Paola De Marinis, si sta occupando dell’imprenditoria femminile, ed ora, con la Camera di Commercio di Roma, sta facendo formazione alle donne.

Su 6 milioni di imprese, solo 1,3 è a guida “rosa”

Il Pnrr ha finanziato il “Fondo Impresa Femminile” per il periodo 2021-2026 (lo scorso 14 dicembre è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il Decreto Interministeriale 30 settembre 2021). «Sicuramente e soprattutto alla luce di alcuni dati si poteva fare qualcosa in più ma cerchiamo di vedere il bicchiere mezzo pieno» commenta Barbarisi. «Nel nostro Paese, i dati CamCom 2020 dicono che ci sono poco più di 6 milioni di imprese di cui solo circa 1 milione 300 mila sono a conduzione femminile. Si tratta di poco più del 20% sul totalee, proprio per questo, è necessario fare qualcosa in più per raggiungere l’obiettivo specifico delle “pari opportunità” stabilito dall’Europa. “Pari opportunità” significa anche dare alle donne la possibilità di esprimere il loro talento anche nell’ambito della nascita e dello sviluppo delle imprese».

Finanziamenti, essere donna è un titolo preferenziale in Ue

«Per raggiungere questo obiettivo – prosegue Barbarisi – nel corso del 2021 ho organizzato due edizioni di “DonnaLab”, l’evento dedicato alle donne che fanno impresa o che vogliono iniziare a farla e al quale hanno partecipato centinaia di donne collegate in diretta livestream, da tutta Italia. Durante le due edizioni del “DonnaLab” ho fornito le informazioni necessarie (e semisconosciute) per consentire al più alto numero di donne possibile, di approcciare ai bandi pubblici di finanziamento per le imprese previsti sia dal Governo italiano (con fondi nazionali) che dall’Europa (con fondi europei). Infatti – aggiunge il consulente aziendale – per le donne ci sono tantissime opportunità di finanziamento e se teniamo presente che le “pari opportunità” sono un obiettivo prioritario delle politiche di sviluppo dell’UE, è facile capire come “essere donna” venga considerato un titolo preferenziale in fase di concessione di un finanziamento”.

Donne&Impresa informa e forma sulle opportunità

Proprio per l’attenzione che da anni rivolge al mondo delle donne che fanno impresa o che vogliono avviare una nuova attività, a novembre scorso Barbarisi è stato coinvolto in “Donna & Impresa”, un’importante iniziativa promossa dallaCciaa di Roma e Provincia, in collaborazione con varie associazioni datoriali (Cna, Confcommercio, Confcooperative, Confesercenti, Unindustria, Legacoop, Coldiretti e Federlazio). Si tratta di un progetto articolato in diverse fasi: una fase iniziale prevede alcuni webinar di informazione che riguardano proprio le opportunità offerte dal mercato della finanza pubblica e le modalità di accesso ai bandi. Successivamente, è stato previsto un percorso di formazione della durata di 80 ore sul “business plan”, ossia lo strumento che svolge due ruoli fondamentali nell’ambito della gestione d’impresa poiché è lo strumento della pianificazione strategica e serve per chiedere (ed ottenere) i finanziamenti. Infatti, senza business plan è praticamente impossibile ottenere i finanziamenti previsti dallo Stato e/o dall’Europa.

Dal Fondo Impresa Femminile non solo sostegni finanziari

 Il percorso di formazione avrà inizio in questo mese di gennaio del 2022 e sono attesi importanti risultati. Il nuovo “Fondo Impresa Femminile” ha infatti previsto tre linee di intervento: il sostegno finanziario per l’avvio di nuove iniziative; i programmi e le iniziative per la diffusione della cultura imprenditoriale tra le donne; i programmi di formazione ed orientamento. Il decreto interministeriale con cui il Pnrr ha finanziato il Fondo Impresa Femminile non si limita a fornire un aiuto di carattere finanziario per la nascita e lo sviluppo delle imprese al femminile ma interviene anche su altri aspetti essenziali come la diffusione della cultura imprenditoriale e la formazione manageriale. Aspetti, questi, che si rivelano di importanza strategica fondamentale per mantenere aperta un’azienda nel tempo.

Barbarisi, quali sono le caratteristiche del nuovo decreto?

«Innanzi tutto, le previsioni del decreto sono rivolte a tutte le iniziative economiche che operano nell’ambito della produzione dei beni dell’industria, dell’artigianato e della trasformazione dei prodotti agricoli. Inoltre, si allarga anche alla fornitura di servizi in qualsiasi settore e alle iniziative che operano nell’ambito del commercio e del turismo. In pratica, sono incluse le iniziative in tutti i settori ad esclusione di quelle relative all’agricoltura e alla pesca, che sono gestite da un altro Ministero, con altri fondi. Per quanto riguarda le agevolazioni il decreto prevede sia un contributo a fondo perduto che un finanziamento a tasso agevolato (pari allo 0%) da restituire in sette anni con un finanziamento che “copre” fino all’80% delle spese ammissibili e con un anno di preammortamento. E fino a qui, si tratta di una bella opportunità. Prendendo come punto di riferimento il giorno di deposito della domanda di finanziamento, il decreto, inoltre, suddivide le tipologie di impresa in tre fasce: “nuove imprese”, ossia imprese da costituire o costituite da meno di dodici mesi, imprese costituite da uno a tre anni, imprese costituite da tre a cinque anni».

La concessione del finanziamento non prevede il rilascio di garanzie.

«Questa divisione è stata decisa per aiutare in modo diverso le imprese femminili. Infatti, per le “nuove imprese”, il finanziamento massimo concedibile è pari a 100.000 euro mentre per le imprese costituite da uno a tre anni arriva fino a 250.000 euro, mentre per le imprese che stanno sul mercato da più tempo(tre-cinque anni) il finanziamento può arrivare a 400.000 euro. Ovviamente, la percentuale di finanziamento a fondo perduto varia al variare della tipologia di impresa: per le “nuove imprese”, si arriva anche fino ad un massimo del 50% di contributo a fondo perduto mentre per le altre tipologie di impresa detta percentuale scende».

Cosa finanzia il bando?

«Anche in questo caso, ci sono alcune novità interessanti: il bando, come gli altri bandi, prevede la possibilità di finanziare l’acquisto di beni come impianti, macchinari, attrezzature, sito web, hardware, software, brevetti e marchi che risultino “strumentali” allo svolgimento dell’attività. Ma la vera novità è l’estensione del finanziamento anche alle esigenze di copertura finanziaria di alcuni costi di gestione. Nello specifico, il fondo finanzia: costi del personale dipendente (assunto a tempo indeterminato o determinato), esigenze di capitale circolante (quindi: acquisto di materie prime, sussidiarie, materiali di consumo e servizi), godimento di beni di terzi e canoni di leasing. Nonostante queste spese possano essere finanziate nel limite massimo del 20%, si tratta di una bella opportunità che aiuterà sicuramente le donne a gestire le loro attività con un pizzico di tranquillità in più e con un occhio rivolto verso il futuro».