La beffa della storia che sta vivendo l’Italia è che il governo di centrodestra più stabile dal ’47 ad oggi, che esordì facendo la faccia feroce “securitaria” con il marginalissimo decreto sui rave-party, è stato nei fatti il miglior alleato che la mafia potesse augurarsi di avere. No, non stiamo parlando di collusioni, quelle lasciamole alle fake-news di certe opposizioni. Si sta parlando di colossale inefficienza operativa e legislativa. Questi non sono capaci di presidiare il territorio. Lo Stato non c’è, le cosche non sono mai state così potenti. Con un’evidenza che solo i media main-stream sono in grado di non cogliere.
E invece giornali telegiornali e social parlano del gioielliere Roggero che ha steso due delinquenti, sparandogli alle spalle e così rendendosi delinquente quanto loro. Come se il vero problema fosse quello di un anziano signore vittima dei delinquenti che ha perso la testa e si è messo alla loro stessa stregua.
No: il problema sono le cause che hanno portato Roggero all’esasperazione criminale. E che sono tutte lì, cresciute e forti come non mai.
Mettiamo in fila tre elementi.
Innanzitutto: l’arcivescovo di Palermo Corrado Lorefice, con un coraggio civile che ricorda quello del suo predecessore Pappalardo e poi di Papa Wojtyla (“Uomini della mafia pentitevi, verrà il giudizio divino!”) ha detto, durante la festa di Santa Rosalia, che “la peste è tornata a Palermo” perché “la pandemia del pizzo ci stringe e le denunce sono poche”. Sacrosanto. Ma non ne parla né la destra né la sinistra. Anzi. Una legge, di questa destra, ha introdotto l’obbligo di flagranza per gli arresti cautelari per reati gravi come corruzione, truffa, furto, reati contro la pubblica amministrazione, spaccio di droga non associativo. Arrestare in flagranza è rarissimo. Gli altri, liberi tutti. Anche se pesantissimamente indiziati, magari con tracce elettroniche…
L’esercizio dell'”azione penale obbligatoria” è di fatto svuotato da una magistratura in massima parte pigra o incompetente prima che ideologica, con la tendenza ad occuparsi solo di vicende potenzialmente foriere di visibilità. Di qui casi demenziali all’ordine del giorno delle cronache, delinquenti incalliti rimessi in libertà un’ora dopo l’arresto, anche in flagranza, da toghe irresponsabili e impunibili, come quell’immigrato irregolare balordo arrestato mentre tentava di rubare auto, condannato, rimesso in libertà dopo 4 ore con un ordine di allontanamento da Milano che invece, ovviamente, ci è rimasto (e dove doveva andare?) e ha sfregiato una donna in modo indelebile. Anzichè essere buttato in una cella e reimpatriato in manette col primo volo (e la irreakustica “renigrazione” blaterata da Vannacci non c’entra con casi così clamorosi e ingestibili)
Da fallimenti istituzionali del genere deriva anche il crollo verticale delle denunce contro i reati cosiddetti comuni, come ha ben ricordato l’Arcivescovo, ma non solo a Palermo e non solo contro il racket, bensì in tutta Italia: al danno del furto, la gente non vuole aggiungere anche la beffa di code infinite per denunciare ignoti che tali resteranno. E non denuncia più.
Qualche giorno fa, in una bellissima Napoli mai così fiorente nell’attività turistica, un fatto di cronaca ha provveduto a far ricordare a tutti come la “pax sociale” instaurata in città (pochi scippi, pochi furti) non derivi da chissà quale eccezionale presa della Procura di Gratteri o delle forze dell’ordine contro la malavita, quanto al contrario dal volere delle cosche che hanno deciso di investire sul turismo: in piazza Montesanto, cuore del centro storico, un camorrista ha fatto una “stesa” (ossia, una sventagliata di Kalashnikov ad altezza piedi in giro per la piazza), un’azione dimostrativa per ricordare agli smemorati che lì comandano loro. E sempre in Campania si sono affastellati in pochi giorni vari casi di contiguità imbarazzante tra soggetti pregiudicati per camorra ed esponenti politici locali, anche del Pd (per dire che l’esclusiva delle collusioni non ce l’ha nessuno dei due poli).
Questa realtà deprimente c’entra col caso Roggero perché se è ovvio che quel comportamento ha ecceduto e di molto i limiti della “legittima difesa”, incarnando il modello Far West caro a Trump come a tutti gli americani, tutti armaioli e sparacchiatori purtroppo, è altrettanto ovvio che l’impotenza e, peggio, l’indifferenza delle forze dell’ordine e della magistratura rispetto allo stillicidio di rapine impunite che flagellano i commercianti, e in particolare alcune categorie come quella dei gioiellieri, è insopportabile. Lo stesso Roggero era stato rapinato varie volte in precedenza. E dover subire un reato così invasivo e pericoloso senza uno straccio di possibilità di vedere in gabbia i criminali che lo hanno commesso è veramente la tomba del senso dello Stato.
Il paradosso è che questi qua della destra avrebbero dovuto essere i garanti della sicurezza. Le colpe storiche della sinistra nell’aver sbracato sul presidio della pubblica sicurezza, in particolare contro la frangia purtroppo consistente dell’immigrazione che delinque, sono enormi. Ma questa destra impotente, e soprattutto incapace, tutta chiacchiere e distintivo ma poi inconcludente quando non nociva, veramente non si può vedere.
















