I dazi rappresentano senza dubbio uno dei temi più caldi quando si parla di mercato americano. Se ne discute spesso sui giornali e nei media di tutto il mondo, soprattutto in riferimento all’amministrazione Trump. Eppure molte aziende italiane che si preparano a esportare negli Stati Uniti si trovano ancora in difficoltà su un aspetto cruciale: il calcolo corretto del dazio.

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Spesso manca una strategia chiara e ci si affida a procedure frettolose o a soggetti esterni che non hanno come priorità il risparmio dell’azienda. Per questo credo sia importante condividere alcuni consigli concreti, frutto della nostra esperienza quotidiana con le imprese italiane che esportano oltreoceano. Niente teorie astratte o macroeconomia: qui si va dritti al punto.

1. Non delegare il calcolo del dazio allo spedizioniere o al dichiarante doganale. Molte imprese continuano a lasciare la determinazione dell’imposta doganale allo spedizioniere incaricato della consegna. Tuttavia, per velocizzare le pratiche e ridurre i rischi di contestazioni, lo spedizioniere tende a scegliere la soluzione più prudente possibile.

Questo approccio “sicuro” ha un costo: spesso l’azienda finisce per pagare più del necessario. Il consiglio è semplice ma essenziale: non limitatevi a delegare in bianco. Seguite la questione da vicino, approfondite la classificazione dei vostri prodotti e verificate la congruità dei codici utilizzati.

2. Usate correttamente i codici doganali americani. Molti non sanno che i codici doganali statunitensi non sono identici a quelli europei. È vero che le prime quattro cifre del sistema armonizzato coincidono, ma le successive variano.

Ed è proprio in quelle ultime sei cifre che si annidano le opportunità di risparmio: una classificazione più accurata può infatti ridurre in modo significativo l’aliquota applicata. Ignorare questa differenza significa accettare passivamente un’imposizione più alta. Studiare la tariffa americana è dunque un investimento che può ripagarsi rapidamente.

3. Classificazione delle merci: il primo passo per un calcolo corretto. Una classificazione precisa è la base di ogni calcolo doganale corretto e il presupposto per massimizzare ogni possibile risparmio. Classificare non vuol dire solo descrivere il prodotto, ma individuare la voce doganale più adatta all’interno del tariffario americano, che è molto dettagliato. La procedura, però, non è semplice né scontata.

Le regole doganali degli Stati Uniti prevedono criteri rigorosi che non sempre coincidono con quelli europei. Spesso si tende a classificare un bene solo in base alle sue caratteristiche tecniche o all’uso previsto, ma la logica americana può differire, e un errore di classificazione si traduce quasi sempre in dazi più elevati.

Per ridurre il rischio di errori e contestazioni, è importante sfruttare strumenti ufficiali come i pareri vincolanti della dogana americana. Questi pareri forniscono indicazioni chiare su come inquadrare correttamente una specifica categoria di prodotto e sono preziosi soprattutto in caso di dubbi. Consultarli attentamente è un passaggio fondamentale per ogni azienda che voglia gestire il proprio export in modo consapevole e competitivo.