Il crollo dei bitcoin non fa paura agli operatori del settore.

Minimi storici negli ultimi 16 mesi

bitcoin è crollato ai minimi degli ultimi 16 mesi, provocando una corsa all’abbandono di asset rischiosi come i titoli tecnologici, mentre il tonfo di TerraUSD, una cosiddetta ‘stablecoin’, ha sottolineato la tensione sui mercati delle criptovalute.
La moneta digitale più famosa al mondo è scesa a partire a 26.970 dollari, il livello più basso dal 28 dicembre 2020, per poi attestarsi a 27.870 dollari, il suo minimo da gennaio 2021.
Nelle ultime otto sessioni, bitcoin ha perso un terzo del suo valore (13.000 dollari). Nel 2021 aveva raggiunto il massimo storico di 69.000 dollari a novembre, mentre il recente calo rispecchia il crollo dei titoli tecnologici, poiché il Nasdaq ha perso il 6,4% questa settimana.

Un crollo meno grave del previsto

Nella  giornata di giovedì il commissario della Consob Paolo Ciocca ha rassicurato sulla tenuta in un’intervista. Lo stesso Andrea Medri founder e Cfo di The Rock Trading spiega:

«Quello che sta succedendo in questi giorni – dice – è dipeso dall’attacco congiunto su una stable coin molto importante. Ma non è nulla che non abbiamo già visto. Dal 2011 ci sono stati molteplici eventi catastrofici nell’andamento dei prezzi e il bitcoin è stato dai 4 dollari ai 31 mila dollari. Il solito discorso nel quale si dice che il bitcoin è morto oppure sparito o finito l’abbiamo sentito numerose volte. E i fatti dimostrano che si è rivelato errato. Torniamo a dire che in ogni caso chiunque si avvicini a questo mondo deve informarsi ed essere consapevole dei rischi connessi a una moneta molto soggetta a volatilità. Specie quando arrivano attacchi congiunti come quelli di oggi».

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La Russia non entrerà con forza nei mercati

Negli ultimi anni la moneta è diventata sempre meno virtuale e sempre più “reale” al punto di sostituire in alcuni casi la moneta corrente, poco garantita dalla banca nazionale.

«Ci son 130 nazioni al mondo – continua Medri – che non hanno una situazione sicura e il bitcoin in parte ha compensato le mancanze delle banche. Tra questi nemmeno dopo la guerra rientrerà la Russa, che è impensabile adotti il bitcoin come valuta alternativa. È una nazione grande con tutto quello che movimenta in un giorno. In automatico è impensabile che possa essere convertita un’economia come la Russia, perché un sistema finanziario complesso non può cambiare dalla mattina alla sera. Oggi abbiamo la prova del 9, che non ci ha nemmeno provato, perché se fosse entrata anche solo con l’1% delle sue finanze il bitcoin starebbe a 100mila euro».