Ancora un crollo verticale per i bitcoin. La più famosa delle valute digitali, infatti, si attesta attualmente a 21.800 dollari, in flessione del 14,41% nelle ultime 24 ore. E’ un livello che non si registrava da dicembre del 2020.

Ieri mattina il suo valore era in calo del 17% (24mila dollari) e se rapportato a novembre 2021 quando si era registrato il massimo storico a 68.990 dollari, il crollo è di circa il 65% in meno di dodici mesi. Performance negativa anche per Ethereum che perde il 15,4% a 1.142 dollari.

Perché i bitcoin sono crollati

Tra le cause del crac c’è sicuramente l’inflazione attuale e – soprattutto – il trend che non accenna a scendere lasciando presagire il rischio di una recessione e poi anche gli annunci dei rialzi dei tassi di interesse da parte della Fed e della Bce.

Il sentiment degli investitori rispetto all’incertezza economica globale è così negativo da aver portato a una grande svendita degli asset, con conseguente crollo del valore dei bitcoin e delle altre criptovalute il cui mercato è, per sua stessa natura, soggetto ad alti livelli di volatilità.

Nelle ultime 48 ore, il global market cap delle criptovalute, e cioè il loro valore complessivo, è sceso da 1.100 miliardi di dollari a 1.020 miliardi.