La lotta contro la crisi idrica e un decreto a tutela del Made in Italy, sono alcuni dei temi che arriveranno oggi sul tavolo del governo. Si riunisce, infatti, alle 17.30 il consiglio dei ministri per discutere delle disposizioni che verranno prese in merito all’emergenza idrica e all’adeguamento delle infrastrutture, ma all’ordine del giorno ci sarà anche il rafforzamento della capacità amministrativa in materia di organizzazione delle pubbliche amministrazioni e la ratifica e l’esecuzione dell’accordo tra l’Italia e il Kosovo per la cooperazione della polizia. Altro punto all’ordine del giorno è il disegno di alle annuale per il mercato e la concorrenza, assieme all’attuazione della direttiva del Parlamento europeo e del consiglio sulla razionalizzazione delle misure per promuovere la realizzazione della rete transeuropea dei trasporti. Infine l’esecutivo discuterà delle modifiche al regolamento di servizio dell’amministrazione di pubblica sicurezza e del regolamento che riguarda l’organizzazione degli uffici di diretta collaborazione al ministero dell’università e della ricerca dell’organismo indipendente di valutazione della performance.
Oltre alla crisi idrica ora c’è il problema del gelo
Il mese scorso il governo si è già mosso creando una cabina di regia per fare fronte all’emergenza idrica che sarà uno dei principali problemi con l’agricoltura italiana dovrà confrontarsi nei prossimi mesi. Intanto per le campagne del Nord Italia si è aggiunto anche il problema del gelo in questi giorni. Sono stati infatti accesi i fuochi per scaldare le piante nei frutteti al gelo dove si rischia di perdere gemme e piccoli frutti già sugli alberi dopo un inverno caldo e secco con il 30% di piogge in meno e che dal punto di vista climatologico ha fatto segnare una temperatura di 1,38 gradi in più al Nord dove nei frutteti vengono usate anche ventole e irrigazioni antigelo per salvare i raccolti. “E mentre le primizie della pianura padana sono colpite dal gelo, il Po – evidenzia Coldiretti – è a -3,6 metri sotto lo zero idrometrico con le sponde ridotte a spiagge di sabbia al Ponte della Becca, la neve fra Lombardia e Piemonte è calata di oltre il 50% tagliando le riserve idriche per l’estate e i laghi boccheggiano con il Garda che è ai minimi storici del periodo, mentre i livelli di Como e il Maggiore sono ampiamente sotto la media. Una tenaglia climatica tra freddo e siccità che – sottolinea la Coldiretti – si abbatte su una natura in tilt con le coltivazioni che si erano risvegliate prima del solito ingannate dalle temperature anomale, con il rischio adesso di perdere i raccolti di un anno di lavoro”.
















