Tre mesi sono bastati per riportare l’inflazione al centro delle preoccupazioni delle famiglie italiane. Dalla chiusura dello Stretto di Hormuz e dall’escalation delle tensioni in Medio Oriente è partita una nuova ondata di rincari che non ha colpito soltanto energia e carburanti, ma si è rapidamente estesa a beni di consumo e servizi. Secondo i calcoli dell’Unione Nazionale Consumatori (Unc), tra febbraio e maggio i prezzi sono aumentati del 2%, mentre l’inflazione annua ha raggiunto il 3,2%, il livello più alto registrato dal settembre 2023.

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L’effetto Hormuz si trasferisce sui bilanci delle famiglie

L’impatto economico della crisi geopolitica si riflette direttamente sui consumi quotidiani. In appena tre mesi, l’aumento dei prezzi equivale a una spesa aggiuntiva di 505 euro annui per una famiglia media, che salgono a 734 euro per una coppia con due figli e a 660 euro per una coppia con un figlio. Numeri che fotografano una situazione in rapido peggioramento e che potrebbero aggravarsi ulteriormente nei prossimi mesi se le tensioni internazionali dovessero proseguire.

Trasporti, energia e alimentari guidano la corsa dei prezzi

Secondo le elaborazioni dell’Unc sui dati Istat, una coppia con due figli dovrà fare i conti con un aumento complessivo del costo della vita pari a 1.157 euro su base annua. A pesare maggiormente sono i trasporti (+323 euro), seguiti dalle spese per abitazione, elettricità e gas (+251 euro) e dagli alimentari e bevande analcoliche (+241 euro). Crescono anche i costi legati a ristoranti e strutture ricettive, che incidono per ulteriori 119 euro l’anno.

Siena, Venezia e Firenze le città dove la stangata è più pesante

L’impennata dei prezzi non colpisce tutte le città allo stesso modo. Secondo l’analisi territoriale dell’Unione Nazionale Consumatori, basata sui dati diffusi dall’Istat, il record dei rincari spetta a Siena, dove i prezzi sono aumentati del 3,8%in soli tre mesi, con una ricaduta potenziale di 1.069 euro annui per una famiglia media. Seguono Venezia (+3,6%, pari a 1.019 euro) e Firenze (+3,3%, pari a 946 euro), insieme a Como, anch’essa interessata da una crescita particolarmente sostenuta del costo della vita.